sabato 30 maggio 2015

First Impressions - An Amish tale of Pride and Prejudice

Autrice: Sarah Price
Sottotitolo: An Amish tale of Pride and Prejudice
Lingua: Inglese

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First Impressions è un originale retelling dell'austeniano Orgoglio e Pregiudizio.
La storia è infatti ambientata a Lancaster County, Pennsylvania, nella comunità Amish.
Avevo in mente da tempo di leggere un romanzo che illustrasse tale stile di vita, ed una rivisitazione del capolavoro di Jane Austen mi è sembrata un'opportunità perfetta!
Mi è piaciuto molto il modo in cui la scrittrice ha saputo adattare la storia originale al nuovo ambiente, e rendere il tutto naturale e non forzato. Ho apprezzato in particolare tutte le informazioni sul mondo Amish che ho potuto assimilare leggendo il libro (un romanzo è molto diverso da una semplice ricerca, tutto sembra più vivo e vero). Questo stile di vita è palesemente diverso da quello a cui la maggior parte di noi occidentali siamo abituati, eppure quasi stupisce come, in ogni tempo e in ogni luogo, gli esseri umani siano, in ultima analisi, sempre gli stessi, con i loro sentimenti, le loro speranze, i loro sogni, ma anche la diffidenza verso gli stranieri, ed una sorta di disprezzo o senso di superiorità nei confronti dell'altro (mi riferisco, in quest'ultimo caso, ad alcuni abitanti dell'Ohio, corrispettivo di Rosings e Londra, che non vedono di buon occhio né le persone, né il modo di vivere del villaggio in Pennsylvania, corrispettivo di Meryton).
Riguardo ai personaggi, Lizzie mi è piaciuta molto, e ciò non accade spesso, perché di frequente trovo il suo personaggio troppo estremizzato, in un modo o nell'altro. Qui abbiamo invece una ragazza molto intelligente e amabile, nonché acuta e di spirito. Mi sono parecchio divertita nel leggere come rimandi a Frederick\Darcy il suo barely tolerable, ed è stato molto delicato e naturale lo sbocciare in lei di quel bisogno di felicità, non solo per i suoi cari, ma anche per se stessa.
Ho apprezzato alquanto anche il personaggio di Mr Blank/Bennet: era da molto che volevo leggere una sua versione non negligente né indolente. Anche Charlotte è piuttosto carina e amabile.
Per adattare la storia allo stile di vita Amish, molti caratteri sono stati smussati: così Frederick/Darcy appare più timido e dolce, e Mrs Bennet meno succube dei suoi nervi, tuttavia l'effetto non cambia, in quanto è tutto molto ben inserito nell'ambiente. I modi Mrs Bennet, ad esempio, appaiono comunque "esagerati" nel villaggio, così come Frederick appare orgoglioso e Carol Ann/Caroline sdegnosa.
Mi ha molto colpito la grande fede in Dio dei personaggi del romanzo (ma questo non è affatto un aspetto preponderante), e mi è piaciuto che i protagonisti cerchino di imparare una lezione di vita da ciò che è successo a loro e ai loro cari, mentre Lizzie si pone delle interessanti domande riguardo i motivi del suo comportamento passato.
Lo stile mi è piaciuto molto, è semplice e chiaro, e l'inglese di facile comprensione.

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Trama: Will pride and prejudice keep the Blank sisters from finding love?

With five daughters and no sons, Daed and Maem Blank are anxious to find their girls suitors who might eventually take over their family farm. When news arrives that Charles Beachey, the son of a prominent Amish farmer, will be returning from Ohio with his cousin Frederick, they are hopeful that the young men might be good matches for their daughters.

The oldest daughter, Jane, starts courting Charles, a well-mannered and very respectful young man, but her younger sister Lizzie is not interested in either courtship or Frederick. In fact, she wants nothing to do with him, finding him full of pride and disdain for her family's way of life. But in a community and culture where pride is scorned, Lizzie must learn that first impressions can be dangerous and people are not always who they seem to be. 

This Amish retelling of the popular Jane Austen classic Pride and Prejudice is a beautiful take on the power of love to overcome class boundaries and prejudices that will win your heart.

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Giudizio personale: 4/5

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Della stessa serie:
- The matchmaker: an Amish retelling of Jane Austen's Emma
- Mount Hope: an Amish retelling of Jane Austen's Mansfield Park

sabato 23 maggio 2015

Attraverso lo specchio (e ciò che Alice vi trovò)

Autore: Lewis Carroll
Titolo originale: Through the looking-glass and What Alice found there

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Attraverso lo specchio è il seguito del più famoso Alice nel Paese delle Meraviglie, scritto circa sei anni dopo il volume precedente.
L'ho trovato di sicuro più carino e divertente (tralasciando la storia delle ostrichette, veramente inquietante), anche se non mi ha certo tenuta incollata alle pagine.
Anche questo libro è dedicato ad Alice Liddell, la bambina realmente esistita che chiese a Lewis Carroll una storia durante una gita in barca sul Tamigi, dando il via alla nascita della Alice letteraria e delle sue avventure. In apertura e chiusura del romanzo è palese il dispiacere dell'autore dovuto al fatto di non vedere più da tempo la bambina, il cui nome viene formato dalla prima lettera di ogni verso della poesia finale (nella versione in lingua originale).
Questa volta la piccola Alice non cade attraverso la tana di un coniglio per ritrovarsi poi nel Paese delle Meraviglie, bensì attraversa lo specchio del suo salotto, attraverso il quale riesce a vedere solo una parte della stanza, e ciò stimola la sua curiosità riguardo a cos'altro possa esserci dietro l'angolo che lei non riesce a vedere bene.
Anche questa volta l'autore usa l'espediente del sogno per permettere alla bambina di vivere le sue avventure, in un mondo che mi è piaciuto di più rispetto a quello sotto terra della storia precedente.
Soprattutto all'inizio del racconto, l'universo oltre lo specchio sembra funzionare davvero al contrario: bisogna correre a perdifiato per restare nello stesso posto, e distribuire le fette di torta prima di tagliarle.
Tra gli strani personaggi incontrati da Alice, i più importanti sono sicuramente i "pezzi" della scacchiera, come la Regina Rossa e la Regina Bianca, o il Cavaliere Bianco che accompagna Alice alla fine del racconto. La piccola si muove infatti su di una scacchiera, che è il mondo stesso, con l'intento di diventare ella stessa una Regina.
Durante il suo viaggio incontrerà fiori parlanti, i gemelli Tuidoldam e Tuidoldì, Humpty Dumpty (che le parla del famoso non-compleanno attribuito poi in seguito al Cappellaio Matto dalle varie trasposizioni cinematografiche e non), il leone e l'unicorno.
Molto simpatico l'episodio nella bottega della pecora, in cui la merce sembra fluttuare, cosicché ogni volta che Alice punta lo sguardo su uno degli scaffali, questo le appare vuoto.
Al di là del nonsense che sembra pervadere anche questa storia, vi troviamo comunque degli elementi interessanti: Alice si ritrova in un mondo strano e sconosciuto, ma la sua curiosità e la sua apertura mentale la spingono a visitarlo e a relazionarsi con tutti i personaggi che incontra. La confusione generata nella piccola dal fatto che al di là dello specchio si seguano regole del tutto diverse da quelle - rigide - che le hanno impartito, le insegna che è possibile guardare le cose da un punto di vista diverso, ed è possibile scorgere anche una sottile critica proprio a tutte quelle regole che gli adulti impongono ai bambini - e a se stessi -, che impediscono poi loro il cambiamento, la curiosità e, soprattutto, la tolleranza.
Uno dei personaggi più importanti nel viaggio di Alice è sicuramente il Cavaliere bianco, colui che la libera dal Cavaliere Rosso e la conduce alla fine della scacchiera per permetterle di diventare Regina. Si tratta di una figura molto divertente, ma a tratti anche commovente: non conosce la strada e cade di continuo da cavallo, tuttavia non si abbatte, né crede di essere eccentrico, così come non crede che sia strano portare un alveare attaccato alla sella o ideare invenzioni del tutto inutili. E' probabilmente lui, più di qualunque altro personaggio, a far comprendere ad Alice ed al lettore quanto le convenzioni e le regole siano poco naturali e quanto spesso tengano imbrigliata la mente ed impediscano la crescita di quegli stessi uomini che le hanno codificate.

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Alice Liddell, la bambina a cui Lewis Carroll dedicò i due romanzi di Alice, fotografata dallo stesso scrittore nel 1858.

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Quando decise di pubblicare il primo volume delle avventure di Alice, Carroll commissionò le illustrazioni a John Tenniel, i cui disegni sono poi divenuti famosissimi ed hanno in parte ispirato le varie trasposizioni della storia. L'illustratore continuò il suo lavoro anche per Attraverso lo specchio.

Illustrazioni per Alice's adventures in Wonderland
Il Coniglio Bianco

Il tè dei matti

Le carte da gioco e le rose della Regina di Cuori

Il processo

Illustrazioni per Through the Looking-Glass, and What Alice found there
L'incontro con Humpty-Dumpty

Tuidoldam e Tuidoldì

La bottega della pecora

Il Cavaliere Bianco



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E' possibile leggere o scaricare gratuitamente Attraverso lo specchio ai seguenti link:

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Trama: La facoltà, infantile per eccellenza, di osservare con perfetto candore ciò che ci circonda, servì a Carroll per mettere a nudo le assurdità e le incoerenze della vita adulta e per dar vita a incantevoli giochi basati sulle regole della logica. I personaggi che in Alice nel Paese delle Meraviglie sono carte da gioco, in Attraverso lo specchio, il suo seguito, sono pezzi degli scacchi: il loro comportamento è dettato dalle regole della partita, ma si colora di originalissimi toni comici. 

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Giudizio personale: 3/5

domenica 17 maggio 2015

Alice nel Paese delle Meraviglie

Autore: Lewis Carroll
Titolo originale: Alice's adventures in Wonderland

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Alice nel Paese delle Meraviglie è il breve romanzo scritto dal reverendo Charles Lutwidge Dodgson sotto lo pseudonimo di Lewis Carroll, e pubblicato nel lontano 1865. Esso narra del sogno della piccola Alice, che, inseguendo un coniglio, si ritrova nel Paese delle Meraviglie, popolato da strani personaggi ed in cui accadono eventi bizzarri.
Lessi per la prima volta questo libro da ragazzina, e lo trovai molto noioso e per questo difficile da terminare, mentre adesso mi è sembrato abbastanza piacevole ed a tratti divertente.
La denominazione "Paese delle Meraviglie" è sempre stata molto affascinante per me, anche se mi riporta alla mente scene più fiabesche rispetto a quelle di cui ci narra Carroll (che, in realtà, aveva parlato di "sottomondo" o "sottosuolo").
Ciò che mi è piaciuto di più sono stati i personaggi, così diversi tra loro, dal coniglio alla lepre marzolina, dal famosissimo cappellaio al simpatico Guglielmo la lucertola, fino ai miei preferiti, il mazzo di carte con la Regina di Cuori dalla condanna facile.
Ad una lettura superficiale, la storia può apparire il trionfo del nonsense, ma una frase del testo mi ha colpito particolarmente, e mi ha spinto a riflettere meglio sulle avventure di Alice:" Guardate al senso; le sillabe si guarderanno da sé", dice infatti la Duchessa, che cerca una morale in tutto. Eppure, non potrebbe forse essere questo un messaggio dello stesso autore, che ci invita a non fermarci alle "sillabe", alla storia in sé, ma a guardare sotto la superficie?
Ci sono in particolare tre elementi su cui credo valga la pena soffermarsi: il primo è il personaggio stesso di Alice. Ammetto che la bambina non mi è stata simpatica, mi è sembrata un po' presuntuosa e pronta a cacciarsi nei guai, eppure proprio quest'ultimo aspetto è dovuto a nient'altro che alla curiosità, che spesso - e a torto - noi adulti tendiamo a condannare, ed inoltre occorre una gran bella dose di coraggio  - e di incoscienza - per affrontare qualcosa o qualcuno di cui non sappiamo nulla, come riesce a fare Alice. Il suo continuo crescere e rimpicciolirsi, inoltre, potrebbe essere collegato alla difficoltà di diventare grandi, ed alla confusione in cui spesso si ritrovano soprattutto i ragazzini, sospesi tra fanciullezza ed età adulta.
Il secondo elemento è il tempo: l'orologio del cappellaio è fermo ormai da un po', e l'ora del tè si dilata senza fine, portando i convitati a scambiarsi ininterrottamente posto a tavola, ma anche a non terminare mai la propria bevanda o i propri biscotti, perché il tempo è fermo, cristallizzato, e, se questo fa in modo che non abbia più il "potere" di "rubare" secondi, minuti ed ore, d'altro canto non permette neppure all'uomo (o lepre o tasso che siano) di compiere qualsivoglia azione ed andare avanti con la propria vita.
L'ultimo elemento che mi ha colpito è il fatto che alla sorella di Alice, dopo aver ascoltato il racconto del sogno della piccola, sembra quasi essere nel Paese delle Meraviglie, "benché sapesse" scrive l'autore, " che aprendo gli occhi tutto si sarebbe mutato nella triste realtà". Queste ultime parole, "triste realtà", mi hanno portato a domandarmi se Carroll non avesse voluto suggerirci che quella di Alice  fosse stata una fuga da una quotidianità difficile, o se si riferisse, genericamente, alla realtà di tutti noi.
Tra gli episodi per me più carini, l'iniziale caduta attraverso il tunnel (e tutto ciò che lì vi si trova); la casettina del coniglio, le chiacchierate con il gatto del Cheshire e il bruco e, naturalmente, il croquet della Regina.

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E' possibile leggere o downlodare gratuitamente Alice nel Paese delle Meraviglie ai seguenti link:
- Boorp.

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Trama: A oltre un secolo dalla sua pubblicazione, Alice, come romanzo e come personaggio, conserva ancora intatta tutta la sua freschezza, incantando non solo i più giovani ma anche gli adulti, che nel suo mondo meraviglioso scoprono un altro sé, pronto a sfidare ardui giochi linguistici, entusiasmanti trucchi psicologici, situazioni impossibili che mettono in discussione la realtà e svelano l’irresistibile fascino dell’assurdo. In un romanzo in cui la sospensione dell’incredulità è d’obbligo, il gusto del gioco non può essere dimenticato e va riscoperto con occhi che sappiano guardare al di là del consueto. Perché qui è l’essenza della vita, e forse tra i sogni segreti di tanti c’è proprio la tana di un coniglio bianco in cui perdersi...

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Giudizio personale: 3/5 

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Ad Alice nel Paese delle Meraviglie sono ispirati numerosi fumetti e manga. Tra questi, Alice in Heartland di Queen Rose e Soumei Hoshino.

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La trasposizione più famosa di Alice nel Paese delle Meraviglie è sicuramente la versione animata della Disney, risalente al 1951.


La storia racchiude in sé anche numerosi episodi del secondo libro delle avventure di Alice, Attraverso lo specchio. Sono infatti estratti da questo romanzo i personaggi di Pinco e Panco (Tuidoldam e Tuidoldì) e dei fiori canterini, le filastrocche del nonno e delle ostrichette (quest'ultima inquietante tanto quanto nel romanzo) ed il non-compleanno, un concetto appartenente però ad Humpty-Dumpty e non al Cappellaio Matto.


Il film presenta una grafica molto accattivante, con colori vivaci e personaggi diventati veri e propri cult, come il Cappellaio Matto o la stessa Alice (chi riesce ad immaginarla diversamente da una bambina con i capelli biondi ed il vestitino azzurro coperto dal grembiulino bianco?).
Riguardo al contenuto, invece, l'ho trovato piuttosto noioso, sono infatti riuscita a vedere il cartone animato per intero solo di recente, dopo aver letto il libro, e sforzandomi un po', mentre da piccola mi sono sempre fermata ben prima della fine.

I dialoghi sono resi molto bene in italiano, conservando i giochi di parole caratteristici della storia.

  
Simpaticissimi gli animaletti "ibridi" che Alice incontra nella foresta.




Una menzione particolare agli indimenticabili personaggi della Regina di Cuori ( qui "fusa" con quello della Regina Rossa), il Bianconiglio (neologismo efficacissimo e tutto italiano) e lo Stregatto, vere colonne portanti della pellicola.

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Alle avventure di Alice si rifà anche Once upon a Time in Wonderland, spin-off del più famoso Once upon a Time della ABC.


La serie tv conta una sola stagione di 13 episodi. Nel pilot ritroviamo la protagonista rinchiusa in un manicomio dell'Inghilterra vittoriana a causa delle sue presunte "farneticazioni" sul Paese delle Meraviglie. La ragazza ha perso ormai qualsiasi speranza e la voglia di lottare, in quanto crede - a torto - che l'uomo che amava, il Genio della lampada, sia morto, ucciso dalla Regina Rossa.


Una volta venuta a conoscenza della verità, però, Alice ritorna nel Paese delle Meraviglie, dove, aiutata anche dall'amico Will Scarlett (il Fante di Cuori), cerca di ricongiungersi con il Genio, Cyrus, e di sconfiggere il perfido Jafar, vero big bad dello show, alleatosi con la Regina Rossa.

La storia è risultata abbastanza carina (con episodi che però, secondo me, non superano la sufficienza, eccetto il secondo e pochi altri, tra cui l'undicesimo), e mi sono piaciute molte ambientazioni, come l'Inghilterra vittoriana o il "locale" del Brucaliffo, ma spesso ci si ritrova di fronte a dei pessimi effetti speciali (un esempio su tutti, il volo di Jafar sul tappeto, nel pilot). Reso benissimo, invece, il coniglio.


La più grossa pecca dello show è secondo me rappresentata dal cast.
La protagonista, Alice, interpretata da Sophie Lowe, è infatti piuttosto irritante e non mi ha suscitato nessuna simpatia,


mentre la Regina Rossa, a cui dà il volto Emma Rigby, pare più adatta ad uno show della HBO, piuttosto che a uno della ABC,


anche se nei panni di Anastasia è abbastanza carina, e la sua storia con Will ha finito con l'essere più appassionante di quella dei due protagonisti.


Azzeccato, invece, Neveen Andrews, che interpreta un Jafar malvagio e senza scrupoli. Senza infamia e senza lode Michael Socha, il Fante di Cuori (sempre che si riesca a scendere a patti con il suo continuo "Bloody Hell!") e Peter Gadiot nei panni di Cyrus.


Dalla serie madre, solo una breve apparizione per Robin Hood (Sean Maguire) e la Regina di Cuori, Cora (Barbara Hershey), ampiamente vista in Once upon a Time in quanto madre di Regina, la Evil Queen di Storybrook e della Foresta Incantata. Del tutto assente, purtroppo, il Cappellaio, comparso nella prima e seconda stagione di Once ed interpretato da Sebastian Stan.


In breve, una serie tv consigliata a chi ama le fiabe (e soprattutto le loro rivisitazioni) e ai fan di Once upon a Time, che potrebbero chiedersi chi bloody hell è quel tale Will Scarlett, che sembra uscito fuori dal nulla nel corso della quarta stagione.

domenica 3 maggio 2015

Il diario del vampiro - Il ritorno

Autrice: Lisa Jane Smith
Titolo originale: The Vampire Diaries. The Return: Nightfall
Volume: 5 di 10

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Il risveglio è il primo romanzo che fa seguito alla quadrilogia de I diari del Vampiro, e che apre il cosiddetto secondo ciclo, composto a sua volta da sei volumi.
Pur non essendo affatto dei capolavori, i libri precedenti mi erano sembrati carini, con dei personaggi che spesso mi facevano tenerezza. Questo nuovo capitolo, invece, è stato uno scempio, nonché una noia mortale.
Ma andiamo con ordine. La forma sotto cui Elena torna mi ha fatto un po' arcuare le sopracciglia, ma dopotutto si tratta di un fantasy, e va bene così (e poi Stefan è molto dolce con lei). La scena nella stanza dei due, con Caroline, è scritta proprio male, ma è dalla comparsa del demone-volpe Shinichi che la storia diventa davvero pessima. Volevo leggere un romanzo di vampiri, non di mostri tentacolari che possiedono le persone! E l'inganno della lettera è vecchio quanto il mondo.
Mi è piaciuta, invece, la scena in cui Damon salva Bonnie; la scrittrice è stata molto brava nel descrivere lo sgretolarsi degli strati protettivi dell'anima del vampiro, così come ha reso bene i rapporti intimi tra Stefan ed Elena, tenendo sempre presente quel parallelismo sangue-sesso proprio della letteratura vampiresca.
Per quanto riguarda i personaggi, salverei solo Meredith. La adoro! E' intelligente, ha nervi saldi e sa cosa fare in ogni situazione (anche se ha, giustamente, l'ingenuità tipica della sua età, come quando parla al telefono con lo sceriffo in difesa di Matt).
Bonnie è invece sempre più insopportabile, mi sarei aspettata di più da una strega, ed invece la ritroviamo di continuo a piangere e tremare, mentre Elena, una volta tornata in sé, è davvero irritante.
Per il finale, poi, non parlerei di cliffhanger, ma piuttosto di una storia che non è terminata.

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Trama: Elena Gilbert ha scelto di morire. Si è sacrificata per salvare i due vampiri fratelli innamorati di lei, il bello e tenebroso Stefan e l'astuto e infido Damon. Ma ora è di nuovo viva: una misteriosa entità l'ha riportata in vita donandole poteri sovrumani. Nel suo sangue pulsa una nuova forza, unica e travolgente, irresistibile per qualsiasi vampiro. Stefan ne è ancora perdutamente innamorato, e spera di poter iniziare una vita con lei, ma Damon non cede: spinto da un'insaziabile sete di potere, la vuole per sé, come sua amante. E quando Stefan verrà costretto con l'inganno a lasciare Fell's Church, Damon potrà finalmente convincere Elena che è lui in realtà il suo vero amore. Ma le tenebre incombono sulla città, e anche Damon sta diventando preda di una creatura crudele, terrificante, che può fare di lui ciò che vuole e che di Elena desidera non solo il sangue, ma anche la morte.


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Giudizio personale: 2/5

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Volumi precedenti:
- Il risveglio
- La lotta
- La furia
- La messa nera