sabato 30 novembre 2013

Cronache del Mondo Emerso III - Citazioni

" Se non ci si sente sperduti, non si può trovare la via. "

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" Il mondo dove aveva la ventura di vivere non era perfetto, e neppure lui lo era, soprattutto ora. Eppure c'era sempre qualcosa o qualcuno che aveva bisogno di essere salvato, che non meritava di scomparire. "

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" L'amore non è né piccolo né egoistico. "

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" Qualsiasi cosa ci spinga a vivere, per il solo fatto che ci dà uno scopo, non può essere insignificante. "

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" Stasera anch'io, per la prima volta, sento la morte al mio fianco e ho scoperto che in fin dei conti questa maledetta vita mi piace, mi piace proprio. "

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" ... a quell'urlo il cuore dei nemici, per la prima volta, tremò."

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Qui la scheda del libro


domenica 24 novembre 2013

Elisabetta

Storia: Riyoko Ikeda
Disegni: Erika Miyamoto
Titolo originale: Elisabetta

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Sono passati molti anni da quando ho visto il film Elizabeth con Cate Blanchett a cui questo manga si ispira, eppure alcune scene -soprattutto quelle tra la futura regina e la sorella Maria o il favorito Robert Dudley- mi hanno richiamato chiaramente alla mente la pellicola del 1998.
La trama è piuttosto semplificata, non sempre storicamente accurata, ma si tratta pur sempre di un manga, e vi sono varie pagine di interessanti Note che chiariscono i fatti, nonché una Cronologia che va dall'ascesa al trono di Enrico VIII alla morte di Elisabetta I.
I disegni sono molto belli, ma gli sfondi sono spesso bianchi; ciò che mi è piaciuto meno è stato il modo di rendere Mary Tudor, personaggio storico complesso e sfaccettato, qui abbastanza monodimensionale e provvisto di sguardo torvo e lentiggini sul naso, vero e proprio "simbolo" di cattiveria in ogni cartone animato giapponese degli anni '80.
Non posso dire che la lettura sia stata scorrevole o interessante, mi aspettavo di più.

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Giudizio personale: 2-3/5



sabato 9 novembre 2013

I fiumi della guerra

Autore: George R.R. Martin
Titolo originale: A storm of swords - Book three of a Song of Ice and Fire
Volume: 6 di 12 de "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco"

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[attenzione: SPOILER]

I fiumi della guerra è denso di avvenimenti. Anzi, densissimo.
Il romanzo si apre con le nozze di Sansa e Tyrion, ed ho provato pena e tenerezza per entrambi per motivi diversi. Benché mi facciano rabbrividire i matrimoni di bambine, inclusi quelli fictional, credo che alla fine tutto si risolverà per il meglio. Sarebbe prevedibile, è vero, ma è anche quello che mi auguro per i personaggi.
Le vicende di Jon Snow cominciano noiose come al solito (preferisco gli intrighi di Approdo del Re e le battaglie, ai bruti che scalano la Barriera), ma finalmente ad un certo punto il bastardo di Grande Inverno ci regala un po' d'azione. E anche Ygritte si riscatta, e chiude in modo degno - e anche commovente - questo sesto volume.
Non dimentichiamo il quasi-incontro tra Jon e Bran, che fa da contraltare a quello altrettanto, ahimè, impossibile, tra Arya e la sua mamma.
Non ho trovato le avventure della piccola Stark - con quella che sembra la compagnia di Robin Hood nella foresta di Sherwood - molto interessanti, e nemmeno la sua sorte ora che è rimasta da sola con il Mastino mi incuriosisce.
Jaime Lannister si sta invece sempre più rivelando un personaggio migliore di quanto credessi; piuttosto che sbandierare i propri principi, è a questi leale secondo una sua personalissima - e spesso comprensibile, se non condivisibile - visione del mondo. La sua devozione verso Cersei è ammirabile, e il fatto che sia saltato in un'arena, senza una mano e senz'armi per difendere Brienne da un orso, gli ha fatto guadagnare migliaia di punti. Sono curiosa di leggere come sarà accolto dalla famiglia ora che è mutilato, come reagirà il padre nel vedere questo figlio ai suoi occhi divenuto probabilmente "inutile", e se Cersei lo accoglierà di nuovo nel suo cuore - e nel suo letto - adesso che il gemello/amante non è più fisicamente perfetto. Potrebbe venirne fuori qualcosa di veramente interessante.
Come ricco di spunti può essere il fatto che Jon sia divenuto legalmente l'erede di Grande Inverno. Prevedo altre battaglie e spargimenti di sangue nel lungo periodo.
Parlare del Nord mi porta al tasto dolente, ovvero la morte di Robb e Catelyn. Purtroppo - o per fortuna - mi ero accidentalmente spoilerata riguardo all'avvenimento. Dico "per fortuna" perché, pur non essendo una sorpresa, la cosa mi ha davvero turbata per giorni. Catelyn non è mai stata la mia preferita, ed ultimamente era diventata noiosa, ma cominciavo ad apprezzare sul serio Robb, e facevo il tifo per lui nella guerra per il Trono di spade. Quello che più mi ha colpito è stato il modo ignobile in cui i due sono stati uccisi, la trappola riprovevole in cui sono stati fatti cadere. Ho davvero sperato che prima di morire Catelyn riuscisse a fare un favore al mondo intero e ammazzasse quello scellerato laido di Walder Frey.
Ora però mi aspetto che la maledizione di Stannis colpisca anche Joffrey, pur se una parte di me si chiede cosa ci farebbe poi divertire, una volta eliminato dalla circolazione quel pazzoiode biondo. Che però in questo volume mi sorprende, nominando per la prima volta "suo padre" Robert, e mostrando il suo vero volto al nonno Lannister, che forse per la prima volta si rende conto di quanto il nipote sia una mina vagante.
Quasi assente la mia amata Cersei (ecco, a questo proposito non so se preoccuparmi, o se incolpare la versione "umanizzata" della serie tv), sempre più impotente di fronte ad un figlio non più disposto ad ascoltarla, ed un padre che non esita a zittirla in malo modo.
Un solo capitolo è dedicato a Daenerys, ma si tratta di uno dei più belli. E' da pelle d'oca la scena in cui viene acclamata come "madre" dalla folla.
E i draghi, animali fantastici che non ho mai gradito, cominciano a starmi simpatici.

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[attenzione: SPOILER]

Quarta di copertina: Un autunno di brutali tempeste flagella città distrutte e campi devastati. Nelle terre dei fiumi, nella pericolosa regione delle paludi, ovunque nei Sette Regni dilaga la "Guerra dei Cinque Re". Robb Stark, il giovane re del Nord, pianifica un assalto per riconquistare la terra che è sempre stata della sua stirpe, mentre sua sorella Arya lotta ferocemente per la sopravvivenza. A molte leghe di distanza, invece, Jaime Lannister è costretto a fare i conti con l'atroce mutilazione inflittagli dalla barbarica compagnia di ventura dei Guitti Sanguinari. Nuovi intrighi, nuovi inganni e nuove turpitudini vengono tessuti all'ombra della Fortezza Rossa, mentre nell'estremo nord il colossale esercito del popolo libero cala inesorabilmente verso la mastodontica Barriera di ghiaccio. Gli indeboliti, dilaniati Guardiani della notte sanno che i loro giorni potrebbero essere contati. Spetterà a Jon Snow, il bastardo di Grande Inverno, ergersi per una disperata, eroica, ultima difesa.

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Giudizio personale: 5/5

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Volumi precedenti:
Il Trono di Spade
Il Grande Inverno
Il Regno dei Lupi
La regina dei Draghi
Tempesta di Spade



sabato 2 novembre 2013

1Q84 - Libro 3

Autore: Haruki Murakami
Titolo originale: 1Q84
Volume: 2 di 2
Libro: 3 di 3 - Ottobre-Dicembre

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[attenzione: SPOILER]

Mi spiace molto di non aver avuto tempo di scrivere le mie impressioni su questo libro quando l'ho terminato, qualche settimana fa, perché ne ero davvero entusiasta, e di certo avrei trovato parole più adatte.
Mi è sembrato veramente bellissimo, ancora migliore del volume che lo ha preceduto.
Molti aspetti della storia sono diventati più chiari, e la trama si è focalizzata molto sull'incontro tra Tengo e Aomame, a lungo desiderato, ma impedito per l'uno o l'altro motivo. Di sicuro non si tratta di nulla di originale, ma altrettanto sicuramente ciò tiene ben incollato il lettore alle pagine.
Come ho già scritto per i Libri 1 e 2, probabilmente non è la storia in sé a rendere 1Q84 un romanzo splendido (un "classico contemporaneo" ho letto in più di una occasione, e non posso che essere d'accordo), ma lo stile di scrittura, che ha davvero qualcosa di particolare, che credo di non aver riscontrato in nessun altro libro.
Ci sono certamente degli elementi che potrebbero far storcere un po' il naso a noi occidentali (come, ad esempio, tutta la questione della gravidanza di Aomame, per la quale ho dovuto spingere la mia sospensione dell'incredulità al massimo grado), ma ve ne sono altri assolutamente affascinanti, come il padre di Tengo che, dal suo letto in casa di riposo, incosciente, continua a bussare alle porte per riscuotere il canone dell'NHK, o della madre dello stesso protagonista, che torna nella sua vita come l'infermiera Adachi Kumi, e d'improvviso ci rendiamo conto che non ha importanza chi l'abbia uccisa e perché.
Uno dei temi più rilevanti di quest'ultima parte, o, forse, il tema, è l'amore tra Aomame e Tengo, che non hanno contatti da quando erano bambini, eppure si amano profondamente, si cercano, e sono l'uno per l'altra l'unica possibilità di salvezza da una solitudine che, altrimenti, li annienterebbe. Le loro vite convergono proprio grazie all'anno 1Q84, questa sorta di stravolgimento del tempo e dello spazio in cui tutto, anche ciò che rischia di ucciderli o perderli per sempre, contribuisce alla fine ad avvicinarli e renderli felici.  
Ho letto in più occasioni che alcune persone hanno trovato il finale di questo romanzo scontato, ma credo che fosse l'unico possibile, l'unico a cui tendesse la storia sin dalla prima parola, ed, inoltre, l'unico che desiderassi come lettrice, dopo essermi affezionata ai personaggi, aver empatizzato con loro e tremato per la loro sorte. Certo, mi sono anche arrabbiata con l'autore, soprattutto per i primi mancati incontri sullo scivolo; lì ho addirittura pensato che stessimo giocando alla "telenovela brasiliana", ma ho amato così tanto il mondo e i personaggi di questo romanzo, che ho lasciato correre -più o meno- volentieri.
I Little People sono quasi del tutto assenti in questo volume -scelta molto saggia, secondo me-, e compaiono solo per un attimo, in uno di quei momenti chiarificatori del libro; più importanza assume Hushikawa, che diventa terzo punto di vista del racconto, mentre ne perde Fukaeri, la cui funzione principale si esaurisce nei primi due libri.
Oggetto di un cambiamento macroscopico è Aomame, fredda assassina nel volume precedente, ma in questo resa fragile e imprudente dall'amore per Tengo e dal desiderio di incontrarlo, come se la sua umanità fosse stata finalmente liberata dalla speranza di non essere più da sola, un po' come la daughter che viene fuori dalla sua crisalide.
Anche Tengo, dal canto suo, vede un cambiamento interiore, prende finalmente in mano la sua vita, lascia andare il passato, e, soprattutto, il rancore nei confronti del padre.
E tutto per una donna, che era stata quella bimba che gli aveva stretto la mano all'età di dieci anni.

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Trama: "Tengo, dove sei?" Ci sono amori che devono attraversare universi per incontrarsi. Ci sono amori che devono superare ostacoli, difficoltà, avversari, enigmi. Amori che devono, soprattutto, vincere le paure interiori inquietanti e terribili come piccole creature che albergano dentro di noi per poter creare a propria volta un mondo in cui non ci sia più la paura, un mondo nuovo in cui essere al sicuro in due. Aomame e Tengo vivono da sei mesi in una realtà che non è la loro, un mondo "al di là dello specchio" su cui brillano due lune. Divisi e braccati, costantemente in pericolo di vita, sembra che tutto congiuri per impedire che si incontrino. Sulle loro tracce, oltre la setta Sakigake e forze ancora più sfuggenti e misteriose, adesso c'è anche l'investigatore privato Ushikawa, un ostinato segugio il cui bizzarro aspetto fisico (guardarlo "era come trovarsi di fronte a uno specchio deformante, e tuttavia nitido in modo spiacevole") si accompagna ad un intuito strepitoso. Ushikawa, però, è anche il terzo, inedito punto di vista che, alternandosi a Tengo e Aomame, accompagna il lettore nella vertiginosa conclusione di 1Q84. Qui Murakami tira le fila di tutte le trame, i personaggi, gli enigmi con cui ha costruito la sua narrazione: le domande, le coincidenze, i misteri daranno corpo a una nuova verità, come una costellazione che all'improvviso rivela il suo disegno. Murakami ha creato un universo per raccontarci come si creano gli universi.

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Giudizio personale: 5/5