mercoledì 29 agosto 2012

Il dono delle Furie

Autrice: Elizabeth Miles
Titolo originale: Fury

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Le premesse c'erano tutte, la trama era accattivante, le Furie potevano essere dei personaggi affascinanti, con il vantaggio di non essere figure inflazionate (vedi i vampiri). Eppure, la storia che viene fuori da questo romanzo si rivela piuttosto scialba, a tratti noiosa, le Furie sono delle figure marginali, poco indagate e poco raccontate.
Pagina dopo pagina aspettavo una svolta interessante che non è mai arrivata, anche se l'ultima parte è leggermente migliore rispetto a quelle che la precedono.
Lo stile non è pessimo, ma piatto, e tocca punte di mediocrità tali che mi hanno fatto chiedere perché non si pretenda di più da un romanzo young adult, come se i ragazzi non avessero diritto alla qualità, ma dovessero accontentarsi di storie poco originali e spesso scritte male.
Il finale è aperto, visto che Il dono delle furie è il primo di una trilogia, ma a dire il vero non muoio dalla voglia di leggere il seguito.

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Sinossi: Tre ragazze bellissime, tre ragazze dal sorriso indecifrabile e dallo sguardo ipnotico cui è impossibile resistere: in un piccolo paese come Ascension, non sorprende che la notizia del loro arrivo sia sulla bocca di tutti. Soprattutto per il mistero che le circonda: nessuno le ha mai viste prima, nessuno sa dove vivano. E nessuno immagina che quelle tre splendide fanciulle, invece, conoscono i segreti di ogni abitante della città. Come il vero volto di Chase Singer, l'astro nascente della squadra di football: dietro la maschera da bravo ragazzo, infatti, si nasconde una persona che, per raggiungere il successo, non ha esitato a calpestare i sentimenti della ragazza che amava, distruggendole l'esistenza. E come la relazione che, da qualche tempo, Emily ha col fidanzato della sua migliore amica, una relazione che nessuno avrebbe mai dovuto scoprire. Ecco perché Chase riceve in regalo un'orchidea rossa ed Emily ne trova una identica sul sedile dell'auto. E' un avvertimento. E' il dono che segna il destino di chi deve pagare per le proprie colpe. E' il dono delle Furie...

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Giudizio personale: 2/5

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Approfondimenti - Le Furie

Furie è il nome romano delle Erinni greche, divinità del mondo sotterraneo. Nel loro aspetto benevolo erano dette Eumenidi.
Si tratta di tre sorelle, dal V secolo in poi identificate come Aletto (il Furore), Tisifone (la Vendetta) e Megera (l'Ira invidiosa).
Secondo la leggenda nacquero dal sangue di Urano, fuoriuscito quando Crono lo evirò.
Venivano rappresentate in modo raccapricciante, con serpenti in luogo dei capelli e occhi di fiamma. Un'altra versione le vede come geni alati con capelli formati da serpenti e torce o fruste nelle mani, la bocca spalancata nell'atto di lanciare urla orribili..
Rappresentavano il rimorso, e la loro funzione era quella di tormentare e punire i colpevoli, soprattutto quelli rei di aver compiuto delitti contro la propria famiglia.
Si raccontava che il quinto giorno di ogni mese lasciassero le loro dimore per recarsi sulla terra accompagnate dal Terrore, dalla Rabbia e dal Pallore.
Nell'Eneide, le Furie vivono nel vestibolo dell'Erebo e sono chiuse in gabbie di ferro.
Aletto, secondo alcuni, era nata non da Urano ma da Acheronte e dalla Notte; il suo nome significa probabilmente "colei che non riposa", "colei che non dà requie", "l'indicibile", o ancora "colei il cui nome non può essere pronunciato".
Tisifone era incaricata di castigare i delitti di omicidio, in particolare patricidio, matricidio e fratricidio. Un mito racconta che si innamorò di Citerone, che uccise con uno dei serpenti presenti sul suo capo.
Megera, l' "invidiosa", era invece preposta all'invidia e alla gelosia, e induceva a commettere delitti, come l'infedeltà matrimoniale.

Fonti:
mediasystemnet ;
mitologia greca ;
okpedia ;
wikipedia ;
elicriso .


martedì 28 agosto 2012

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo - Citazioni

" Odio trovarmi dove lei non è, quando lei non c'è ".

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" Rimango ai margini a ricordare la meraviglia di avere nove anni e rendermi conto di colpo, capire di colpo che il mio amico, la mia guida, mio fratello, sono io. Io, soltanto io. Che terribile solitudine ".

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" Sullo schermo c'è una mappa metereologica del mondo. Oppure una galassia, un vortice di stelle. O un bambino ".

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" Il dolore è passato ma quello che è rimasto è il suo involucro, uno spazio vuoto dove al posto del dolore c'è la sua attesa ".

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" ...ti ho aspettato, e ora sei qui ". (da "Ringraziamenti").


Piece 4

Autrice: Hinako Ashihara
Titolo originale: Piece - Kanojo no Kioku
Volume: 4 di 10

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Continua la ricerca dei "tasselli" della vita di Haruka da parte di Mizuho.
In questo volume ciò diventa il pretesto per spostare l'attenzione sul personaggio di Hikaru Narumi, e per indagare i motivi che l'hanno portato a diventare ciò che è.
Benché sia ad una prima che ad una seconda lettura, la questione dell'esperimento portato avanti dalla madre di Narumi sui propri figli non mi sia piaciuta molto, essa permette una profonda riflessione su come l'ambiente possa influenzare l'intera esistenza di una persona.
A questo punto della storia, Mizuho decide di prendere in mano la propria vita per costruire un "futuro che esplode di colore", e, grazie all'aiuto della tata Nanao, riesce ad accettare i sentimenti che prova e ad utilizzare la freddezza che la contraddistingue come uno strumento a suo vantaggio per analizzarli e salvarsi.
Come al solito molto belli i disegni, soprattutto quelli dei riquadri più grandi.

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Retro copertina: Mizuho è una studentessa universitaria molto riservata che tiene tutti a debita distanza. La morte di un'ex compagna di liceo, Haruka, e la scoperta di un tradimento la spingono a riflettere sulla propria vita e sul rapporto con gli altri. La madre della ragazza scomparsa, in particolare, la coinvolge nella ricerca dei tasselli del complesso puzzle che è il passato di Haruka.

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Giudizio personale: 4/5

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Volume 1
Volume 2
Volume 3


domenica 26 agosto 2012

I miserabili - Citazioni

" ...le persone abbattute non si guardano alle spalle ".

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" Una persona seduta invece che in piedi; a questo sono legati i destini ".

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" C'è uno spettacolo più grande del mare, il cielo; c'è uno spettacolo più grande del cielo, l'interno dell'anima ".

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" Vi sono istinti per tutti gli incontri della vita ".

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" ...c'era in tutto il suo essere lo stupore d'una vita finita che non è mai cominciata ".

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" ...potremmo giudicare con molta maggior sicurezza un uomo da quanto egli va fantasticando che non da quanto egli pensa, perché il pensiero contiene una volontà e il sogno no ".

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" ...non aveva provato una gran gioia la sera prima nel credere alla sua bellezza, ma fu triste a non crederci più... ".

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" ...osiamo appena dire che due esseri si sono amati perché si sono guardati, e tuttavia così e così soltanto ci si ama ".

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" E' strano, sapete? Sono nel buio, c'è un essere che andandosene s'è portato via il cielo ".

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" La terra ha pure una qualche rassomiglianza con un carcere e chi sa se l'uomo non è un recidivo della giustizia divina? ".


lunedì 13 agosto 2012

Piece 3

Autrice: Hinako Ashihara
Titolo originale: Piece - Kanojo no Kioku
Volume: 3 di 10

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Il terzo volume di Piece è molto intenso e profondo.
La protagonista Mizuho torna con la mente al rapporto che aveva durante il liceo con il suo compagno di classe Narumi, un rapporto molto particolare fatto di tenerezza, paura, affetto, ferite e complicità.
Si indaga sulla fragilità dell'animo umano, sulle donne che collezionano manuali per essere buone mogli e madri e rifiutano di guardare in faccia la realtà, su quelle che si accontentano dell'affetto temporaneo di un uomo sposato, sui bambini troppo piccoli e indifesi in un mondo di adulti che spesso li ferisce e li condiziona per sempre.
Un bellissimo "pezzo" di una storia che promette sempre meglio.

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Retro copertina: Mizuho è una studentessa universitaria molto riservata che tiene tutti a debita distanza. La morte di un'ex compagna di liceo, Haruka, e la scoperta di un tradimento la spingono a riflettere sulla propria vita e sul rapporto con gli altri. La madre della ragazza scomparsa, in particolare, la coinvolgerà nella ricerca dei tasselli del complesso puzzle che è il passato di Haruka.

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Giudizio personale: 5/5

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Volume 1
Volume 2


Gradite sorprese

Ottobre 2012
La cara Clody mi ha fatto omaggio di un nuovo premio, il Premio Simplicity!
Grazie mille!

Ecco le regole:
- rispondi alla domanda "Cos'è la semplicità?";
- dedica un'immagine alla persona che ti ha dedicato il premio;
- passa il premio a 12 (o meno, nel mio caso) blogger.

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- Vediamo... cos'è la semplicità... essere grati per il colore del cielo...

- ecco l'immagine che dedico a Clody:

- rigiro il premio a
di Clody, semplicemente... gentilissima,

e inoltre lo dedico a: 
che con semplicità, in ogni post ci regala un pò di sé;

che con semplicità sono capaci di trasportarci ogni volta nel meraviglioso mondo di Jane Austen e farci emozionare.


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Agosto 2012
Stravolgo per una volta la "routine" del mio blog con un post che non parli di libri per ringraziare la cara Clody della Locanda dei libri per aver pensato a Il tesoro di carta nell'assegnare il Premio Almohada!
Grazie mille, è stata davvero una bella sorpresa!


Lo "dono" a mia volta ai blog a cui sono più affezionata:

Il mondo di Lory
Old friends and new fancies
Un tè con Jane Austen
La collezionista di dettagli
Vorrei essere un personaggio austeniano
Locanda dei libri (anche se lo hai già ricevuto :) ! )


sabato 11 agosto 2012

Orgoglio e Pregiudizio - Il manga - Volume 2

Autrice: Reiko Mochizuki
Titolo originale: Kouman to henken
Volume: 2 di 2

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Si conclude, con questo secondo volume, la trasposizione manga del più famoso romanzo di Jane Austen, Orgoglio e Pregiudizio.
Anche in questo volume troviamo disegni splendidi, sia per quanto riguarda i personaggi - meraviglioso Darcy-, che gli esterni e gli interni - Pemberley e Rosings in primis -.
Come nel numero precedente, c'è molta aderenza al romanzo, anche se ne avrei gradita di più nella prima dichiarazione di Darcy ad Elizabeth, che mi ha un pò delusa (e l'almost kiss ricordava tanto il film del 2005).
Non mi è poi piaciuto l'inserimento dei pensieri di Elizabeth, non sempre eleganti, come quel "Vai, vai! Vattene a Brighton" rivolto a Wickham.
Nonostante ciò, il lavoro fatto dalla Mochizuki è davvero notevole, i personaggi sono ben caratterizzati - ho adorato i coniugi Bennet - e la scena al pianoforte a Rosings tra i due protagonisti è molto intensa.

Un piccolo appunto: nelle pagine finali, l'autrice di Orgoglio e Pregiudizio viene indicata ogni volta come Jane "Austin". Per un'opera così bella mi sarei aspettata un pò d'attenzione in più.

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Retro copertina: " Non vorrei mai sposare una persona orgogliosa come voi!".
Elizabeth riceve una proposta di matrimonio da parte di Mr. Darcy, il ricchissimo giovane per cui, pur nutrendo un sentimento di avversione, non può fare a meno di provare anche un certo interesse, ma la respinge immediatamente!
In seguito, però, Elizabeth si rende conto che il pregiudizio che nutriva verso di lui era solo frutto di una sua errata impressione.
Il cuore di Elizabeth viene colpito dalla nobiltà d'animo di Mr. Darcy e da un profondo amore, ma...?

Finalmente per voi la tanto attesa versione manga di un grandissimo capolavoro della letteratura inglese amato in tutto il mondo!

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Giudizio personale: 4/5

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Giudizio personale sull'intera opera: 5/5


mercoledì 8 agosto 2012

La fine di Alice

Autrice: A.M. Homes
Titolo originale: The end of Alice

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La fine di Alice è un libro molto duro, brutale, disturbante.
Un pedofilo in carcere da ventitré anni intrattiene una corrispondenza con una diciannovenne attratta dai ragazzini.
Non si tratta però di un romanzo epistolare, le parole della ragazza che ci vengono riportate fedelmente sono davvero poche, per lo più è l'uomo che racconta, che parla direttamente al lettore, spesso cercando di instillargli dei dubbi sulla propria (del lettore) bontà, sessualità, sul fatto di essere una "brava persona".
La sua narrazione ci rende partecipi della vita dietro le sbarre, i suoi ricordi ci aprono uno spiraglio su di un'infanzia abusata che forse lo ha reso ciò che è, la sua immaginazione ci catapulta nella vita della ragazza che vuole a tutti i costi ghermire un dodicenne.
Molte scene sono piuttosto forti, esplicite, spingono a chiedersi quando finirà.
La corrispondenza con la ragazza sembra infatti "risvegliare" l'uomo da un torpore in cui era caduto da tempo, lo spinge a reagire ai torti subiti in cella, a ricordare ciò che ha fatto prima di essere catturato. E non sono di sicuro ricordi piacevoli di cui essere messi a parte.
La bravura dell'autrice riesce perfino per un attimo a farci umanizzare l'orco, che torna nelle sue vesti di mostro solo al termine del racconto, quando finalmente scopriamo qual è stata la fine di Alice.
E ci spinge a riflettere sul bene e sul male, sulla vulnerabilità dell'essere umano, su quanto poco basti per distruggere la vita di un bambino e pregiudicarne il futuro.
Ed uno degli aspetti più dolorosi è quello che ci fa chiedere cosa abbia reso Alice quella che era prima della sua fine, quali brutalità avesse già subito per provocare a quel modo un pedofilo e farne il proprio rifugio.

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Retro copertina: Un uomo colto e raffinato, detenuto in un carcere di massima sicurezza per un orrendo crimine commesso ventitré anni prima. Una ragazza di buona famiglia che prende a cuore il suo caso e comincia a scrivergli. Potrebbe essere la classica corrispondenza epistolare tra un carcerato e una donna in buona fede che cerca di aiutarlo... E invece tra le righe delle loro lettere si nasconde una comune passione, una perversione sessuale che lega al di là di ogni possibile immaginazione due menti deviate e senza scrupoli. Su tutto, l'ombra del passato dell'uomo, il ricordo del suo crimine atroce. Ed è qui che entra in gioco Alice. Chi è Alice? Vittima innocente o scaltra e sensuale Lolita? E poi: qual è stata la fine, tragica e inconfessabile, di Alice? La penna provocatoria della Homes ci conduce attraverso i meandri della psicologia e della libido umana con un romanzo avvincente e scandaloso che costringe a una continua ridefinizione dei confini tra la normalità e la follia.

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Giudizio personale: 3/5


martedì 7 agosto 2012

Marmalade boy - Volumi 7 - 8

Autrice: Wataru Yoshizumi
Titolo originale: Marmalade boy
Volumi: 7 e 8 di 8

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I due volumi conclusivi di Marmalade Boy sono leggermente sopra la media rispetto ai precedenti.
Nel settimo viene ripresa la storia d'amore di Meiko, le tavole sono molto piacevoli, così come la narrazione;  carini i disegni delle due cuginette di Yu, davvero adorabili! Noiose le scene riguardanti Ginta, Arimi, e -soprattutto- Rokutanda, diversamente da quelle con Miwa in biblioteca con Meiko.
Ho trovato un pò esagerata la scelta del protagonista di rompere con Miki basandosi su di un'ipotesi, ma ciò può essere riportato all'impulsività che caratterizza alcuni adolescenti, ed è a suo modo encomiabile che Yu decida di far soffrire la ragazza di cui è innamorato -e se stesso- per evitarle dolori maggiori in futuro.
L'ultimo volume vede i ragazzi finalmente cresciuti e all'università; mi è piaciuta molto l'idea del viaggio come fuga temporanea dalla realtà, mentre ho trovato un pò sui generis la scelta dei due protagonisti di continuare a stare insieme nonostante l'ipotesi sulla paternità di Yu.
Molto bella e intensa la scena nel corridoio dell'albergo, che prelude a tale scelta.
Il finale è quello che ci si aspetta, con una nota di humor.

Nelle pagine finali del manga l'autrice svela come avrebbe voluto terminare la storia, ed ammetto che la variante mi sarebbe piaciuta molto di più, anche se forse avrebbe lasciato un pò d'amaro in bocca.

Considerazioni sull'intera opera: credo che Marmalade Boy potrebbe piacere molto ad un pubblico di ragazze piuttosto giovani, mentre lo sconsiglio alle lettrici più adulte.

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Retro copertina: Una commedia familiare, una delicata storia d'amore con i "piccoli problemi di cuore" di due ragazzi giapponesi.

Vol. 7: Satoshi Miwa e Tsutomu Rokutanda finora non hanno avuto successo con Meiko e Arimi. Chissà se stavolta andrà meglio? La vicenda si fa sempre più appassionante!

Vol. 8: Miki e Yu sono fratelli da parte di padre?! Di fronte alla prospettiva di un addio improvviso, Miki...

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Giudizio personale: 3/5

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Giudizio personale sull'intera opera: 2/5



domenica 5 agosto 2012

Marmalade Boy - Volumi 4 - 5 - 6

Autrice: Wataru Yoshizumi
Titolo originale: Marmalade boy
Volumi: 4 a 6 di 8

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Continua la mia lettura di Marmalade Boy, e purtroppo continua ad aumentare la noia.
Se non fosse che mancano solo due volumi, e che cerco sempre di non lasciare a metà libri o manga che siano, avrei già messo da parte quest'opera di Wataru Yoshizumi.
E dire che è stata un grande successo sia in patria che fuori, e a quanto pare anche l'anime tratto da essa è stato a suo tempo accolto con calore dal pubblico.
Sarà che sono fuori target, ma questa storia proprio non riesce ad appassionarmi.
Il volume 4, che, come accennavo qualche post fa, aspettavo di leggere per la novità lanciata dal personaggio di Miwa, si occupa solo alla fine del vero rapporto che intercorre -o dovrebbe intercorrere- tra questi e il protagonista principale Yu. Il resto del volume si perde più o meno tutto nella congettura che tra i due ragazzi possa esserci una relazione omosessuale -che al lettore appare sin dal principio palesemente impossibile-.
Il volume 5 si apre con il problema della paternità di Yu, e sarebbe stato interessante se la cosa -soprattutto la reazione del ragazzo- fosse stata indagata più a fondo.
Come al solito sono i personaggi dei quattro genitori, con le loro piccole grandi follie a vivacizzare il tutto, ed a strappare qualche sorriso divertito.
La storia d'amore tra i ragazzi è carina, ma non fa tenerezza come accadeva, invece, nei primi numeri di La scoperta dell'amore.
Mi sono infine cadute le braccia per l'inserimento nella storia di una modella, naturalmente bellissima e naturalmente interessata a Yu, che nel volume successivo si dimostrerà essere una bambinetta molesta e viziata.
Il numero 6 è infatti occupato dal tentativo della baby-modella e del nuovo collega di lavoro di Miki di separare i due protagonisti, ma per fortuna l'autrice non indugia nell'equivoco, e dà un bell'esempio di come la comunicazione possa spesso riuscire a mettere a posto le cose.
Un pò forzata l'unione tra Ginta e -l'insopportabile- Arimi, mentre è interessante la decisione di Meiko -con cui si conclude il volume- di andare ad Hiroshima per raggiungere l'uomo di cui è innamorata e chiarirsi con lui.

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Retro copertina: Una commedia familiare, una delicata storia d'amore con i "piccoli problemi di cuore" di due ragazzi giapponesi.


Volume 4: Tra Miki e Yu sembra andare tutto a gonfie vele. Ma che cosa ne è, invece, della relazione tra Yu e Miwa?


Volume 5: La celebre modella Suzu Sakuma si avvicina a Yu! Sempre nuove sorprese nella nostra frizzante commedia...


Volume 6: Suzu e Kei escogitano un piano diabolico per dividere Yu e Miki. Riusciranno nel loro intento o alla fine l'amore trionferà?

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Giudizio personale: 2/5


sabato 4 agosto 2012

Citazioni varie / 2

" Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti ".


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" Perché poi meravigliarsi se la ragione più ricca di senno, spesso stanca dal troppo vegliare, si compiaccia talvolta a sonnecchiare, artisticamente cullata da fiabe d'orchi e di fate? ".


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" I collegamenti possono essere invisibili [...] ma ci sono sempre, sepolti appena sotto la superficie ".

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" Quando una domanda non ha una risposta corretta, c'è una sola risposta. [...]. Il silenzio ".


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" ...egli solo ha scosso i miei sensi, m'ha fatto tremare / il cuore ".


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" ...e muove la voce a parlare, e resta a metà la parola ".


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" ...e grazie a qualche macchia di neve nel bosco la vita sembra una giornata fresca ed ariosa... ".


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" Forse scrivere significa colmare gli spazi bianchi dell'esistenza, qual nulla che si apre d'improvviso nelle ore e nei giorni... ".


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 " La sensazione inquietante che un giorno era trascorso senza lasciare traccia lo tenne lì fermo in piedi, inerte ".



Finché non cala il buio

Autrice: Charlaine Harris
Titolo originale: Dead until dark

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Ero curiosa di leggere questo libro in quanto seguo la serie televisiva della HBO tratta proprio dai romanzi della Harris, True Blood.
Di solito i libri si rivelano migliori delle loro trasposizioni televisive o cinematografiche, ma stavolta non saprei davvero cosa dire.
La storia prende le mosse da un'idea originale -i vampiri vivono tra gli uomini grazie al True blood, del sangue artificiale che permette loro di nutrirsi senza uccidere; inoltre molte persone vogliono credere che le creature della notte non siano non-morti, ma vittime di un virus che le rende sensibili alla luce del sole- tuttavia è scritta male, proprio proprio male.
Di sicuro la Harris ha il merito di creare un microcosmo, qual è Bon Temps, ricco di personaggi diversi e abbastanza ben caratterizzati, nonché di riuscire a rendere la mentalità spesso chiusa e troppo tradizionalista di una provincia americana.
La storia è narrata in prima persona da Sookie, e spesso l'ingenuità di questa fa sorridere; all'inizio è abbastanza interessante, ma poi comincia a perdere mordente, fino a divenire un pò noiosa nel finale.
Interessanti i due personaggi maschili principali, i vampiri Bill ed Eric.

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Retro copertina: Grazie all'invenzione, da parte di uno scienziato giapponese, di un sangue sintetico, i vampiri si sono trasformati da mostri leggendari in semplici cittadini che amano andarsene in giro di notte. Gli esseri umani, dunque, non dovrebbero far più parte della loro "dieta". Molti continuano invece a temere la presenza di queste creature "che spuntano fuori dalle bare". Capi religiosi e governanti di tutto il mondo hanno compiuto le loro scelte riguardo alla politica da adottare: ma nella cittadina di Bon Temps, in Louisiana, non è stata ancora presa una decisione definitiva. Sookie Stackhouse, che fa la cameriera a Bon Temps, sa cosa significa essere emarginati. Dotata della capacità di leggere nel pensiero di chi le sta accanto, Sookie non ha alcun pregiudizio ed è favorevole all'integrazione dei vampiri: tanto più da quanto ha conosciuto Bill Compton, un bellissimo ragazzo di centosettantatré anni che vive nella sua stessa strada. Una serie di avvenimenti misteriosi metterà però a dura prova la sua benevolenza.

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Giudizio personale: 2/5

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E' del 2008 la serie televisiva True Blood, che vede Anna Paquin nei panni di Sookie Stackhouse e Stephen Moyer in quelli del vampiro Bill Compton.
Essendo una produzione HBO (Big Love; Six feet under; Rome; Angels in America; ecc.) non mancano scene esplicite di sesso e violenza, ed il linguaggio non è proprio ortodosso.
La storia narrata in Finché non cala il buio è ripresa nella prima stagione, da quel che ricordo molto aderente al romanzo, seppur con alcuni cambiamenti, quali l'introduzione di Tara, la -irritante- cugina di Lafayette, e il maggior peso che questi ha nella storia.


Di seguito, dei promo e la sigla con testo:





Bad things - Jace Everett
When you came here the air went out.
And every shadows filled up with doubt.
I don't know what you think you are,
but before the night is through,
I wanna do bad things with you.

I'm the kind to sit up in his room.
Heart sick an'eyes filled up with blue.
I don't know what you've done to me,
but I know this much is true:
I wanna do bad things with you.

  

giovedì 2 agosto 2012

Un ponte sull'Eternità - Citazioni

" Qualsiasi cosa si abbia bisogno di sapere, possiamo impararla da un libro ".


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" Non si fanno mai sbagli. Gli eventi che ci tiriamo addosso, per sgradevoli che siano, sono necessari al fine di apprendere quello che imparare dobbiamo; ogni mossa che si compie, ogni passo che si muove è necessario per raggiungere i luoghi ove abbiamo prescelto di recarci".


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" Se ci si lega troppo forte a cose e persone, quando queste svaniscono, non se ne va forse anche una parte di noi stessi? ".


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" Se vuoi la magia, togliti l'armatura. La magia è molto più forte dell'acciaio! ".


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" Cambia pensiero, e il mondo intorno a te cambia ".


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" Non puoi uccidere, neanche se ci provi, perché la vita è indistruttibile ".


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" Come si può sentire la mancanza di ciò che non s'è mai avuto? ".


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" Non avevi la sensazione allora [...] che ti mancava qualcosa che non avevi mai avuto? ".


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" In cuor nostro sappiamo che deve esserci di più, e abbiamo nostalgia di chi non riusciamo a trovare ".



Marmalade Boy - Volumi 1 - 2 - 3

Autrice: Wataru Yoshizumi
Titolo originale: Marmalade Boy
Volumi: 1 a 3 di 8

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In estate c'è bisogno di qualcosa di leggero, così, ecco Marmalade Boy.
All'inizio abbastanza incuriosita, ho visto però sparire l'entusiasmo andando avanti con la lettura, ed ho deciso di parlare insieme dei primi tre numeri perché, presi singolarmente, avrei avuto proprio poco da dire.
Il primo volume non mi ha esaltato, ma mi è piaciuta la premessa, e cioè il fatto che i due adolescenti protagonisti si ritrovino a condividere lo stesso tetto perché i loro genitori hanno deciso di "scambiarsi" i partner. E' un'idea abbastanza originale, che credo non sarebbe venuta a nessuno in Italia, soprattutto agli inizi degli anni Novanta.
I disegni sono carini, ma, come mi accade spesso, esteticamente preferisco i due personaggi secondari Ginta e Meiko, ai protagonisti  Miki e Yu.
Il secondo volume è un pò sottotono rispetto al primo; la partita di tennis è stata noiosa (e non mi è piaciuto che si dicesse che la squadra femminile non avrebbe partecipato all'amichevole perché le ragazze avrebbero dovuto occuparsi di preparare il cibo e fare il tifo per i ragazzi), ma alcune scene hanno saputo strappare un sorriso, e la relazione segreta di Meiko è stata una novità che ha rinfrescato leggermente gli eventi.
Mi piace l'imperturbabilità che sembra caratterizzare il personaggio di Yu, mentre ho trovato piuttosto stereotipato il personaggio di Rokutanda.
Il terzo volume è più carino; ho apprezzato che si trattasse, anche se solo en passant, del tema dell'amicizia tra ragazze, di come il sentimento sia vissuto e considerato diversamente da due persone, e cosa queste si aspettino dal rapporto.
Viene approfondita e, forse, conclusa, la storia della relazione di Meiko, ma purtroppo emoziona poco.
Il numero 3 ha però il pregio di lasciare il lettore curioso circa il rapporto che lega Yu e il nuovo personaggio di Miwa.

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Retro copertina: Una commedia familiare, una delicata storia d'amore con i "piccoli problemi di cuore" di due ragazzi giapponesi.

Vol.1: In questo volume conosciamo due famiglie molto speciali, i Matsura e i Koishikawa, pronte a una convivenza un pò... particolare.

Vol.2: Che cosa farà Miki, spiazzata dall'inaspettata dichiarazione di Ginta?

Vol.3: Miki e Yu hanno trascorso insieme le vacanze di Natale. Come cambierà il rapporto fra i due?

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Giudizio personale: 2-3/5


mercoledì 1 agosto 2012

Heat wave

Autore: Richard Castle
Probabile ghost writer: Tom Straw
Titolo originale: Heat wave

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Nella serie televisiva Castle, l'omonimo scrittore comincia a seguire la detective Kate Beckett del XII distretto di New York, e dalla loro collaborazione nasce il romanzo Heat wave, i cui personaggi, dai protagonisti Nikki Heat e Jameson Rook, ai comprimari "Roach", i  detective Raley e Ochoa, sono chiaramente ispirati agli stessi Castle, Beckett, Ryan ed Esposito, ed il cui titolo è un gioco di parole tra il cognome della detective e l'"ondata di calore" (appunto "heat wave" in inglese) che opprime New York durante lo svolgersi degli avvenimenti raccontati.
Inizialmente solo uno pseudobiblion -cioè un libro mai scritto, ma citato nella serie come se fosse vero-, il romanzo ha presto visto la luce, facendo da "crossover" tra finzione e mondo reale -e rivelandosi un'azzeccatissima operazione di marketing-.
Il ghost writer ad essersi messo "nella penna" di Richard Castle è probabilmente Tom Straw, che nell'episodio 2x05 vediamo per un attimo seduto accanto a Nathan Fillion -l'attore che interpreta Castle- prima dell'entrata di Stana Katic -la detective Beckett- proprio nella scena della presentazione di Heat wave.
A questo primo volume seguono, per il momento, altri tre con gli stessi protagonisti ed uniti da una storia orizzontale, mentre Heat wave è autoconclusivo -probabilmente perché nessuno si aspettava il grande successo del libro, che ha raggiunto il sesto posto nella lista dei best seller del New York Times-.
La storia è carina, infarcita di riferimenti alla prima stagione della serie, che è divertente individuare. I protagonisti, ad esempio, citano l'Isola del dottor Moreau ed Elephant Man dopo aver visto i risultati della chirurgia estetica su una donna, così come avevano fatto i personaggi dello show nella puntata 1x10, o incontrano un vecchio "ladro gentiluomo" come quello impersonato da Patrick Bauchau nella 1x07; spunta inoltre un "Marlowe building", chiaro richiamo al telefilm, di cui Andrew Marlowe è il creatore e produttore esecutivo.
Riguardo lo stile di scrittura, inizialmente non mi piaceva, aveva qualcosa di sciatto, troppo semplicistico, soprattutto nelle descrizioni della detective Heat, ma dopo qualche capitolo cambia, in meglio, -quasi come se fosse stato scritto da qualcun altro-, diventa divertente e sa essere anche estremamente toccante nell'episodio dell'assassinio della madre di Nikki.
La traduzione lascia un pò a desiderare: mi sembra assurdo non notare che nella stessa frase due personaggi si danno alternativamente del tu e del lei senza alcun motivo valido. Un vero pugno in un occhio.
Il libro si legge velocemente, in un giorno o due, e sembrerebbe proprio di avere tra le mani la trascrizione di un episodio della serie tv, se non fosse che i rapporti tra i due protagonisti principali si evolvono molto più velocemente di quelli del telefilm, con un finale molto dolce.
Divertente che la "messa in scena" sia portata sino in fondo, con la foto di Nathan Fillion sul retro copertina e una sua piccola biografia sulla terza -dove si afferma, tra l'altro, che Richard Castle è stato insignito del prestigioso Nom DePlume Society's Tom Straw Award for Mistery Literature-; la dedica è la stessa che vediamo nel telefilm: "Alla straordinaria KB e a tutti i miei amici del 12°" e trovo molto carino che nei ringraziamenti l'autore citi, oltre alla figlia Alexis e alla madre Martha, personaggi della finzione telefilmica, anche Teri Edda Miller, moglie e collaboratrice di Marlowe, e i suoi "cari amici Nathan, Stana, Jon, Seamus, Susan, Molly, Ruben e Tamala", ovvero gli attori dello show, e i suoi "più fedeli e leali sherpa", Tom ed Andrew.
Da notare il commento in copertina di James Patterson, famosissimo scrittore "reale", apparso anche in alcuni episodi dello show come amico di Richard Castle al tavolo da poker.
Peccato solo che la "famosa" pagina 105 sia, nella edizione italiana, traslata di circa 60 pagine.

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Trama: Nikki Heat, una brillante, bellissima poliziotta della squadra omicidi di New York, si trova a indagare su una sconcertante serie di delitti nel mondo della finanza. Ma la vera sfida, per lei, sarà tollerare la presunta collaborazione del giornalista premio Pulitzer Jameson Rook. Nel frattempo, la città viene messa a ferro e fuoco da un'anomala ondata di caldo, che rende le cose sempre più difficili.

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Giudizio personale: 4/5

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L'intro della stagione I e II di Castle:
 

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I riferimenti a Heat wave nella prima stagione della serie:

e nella seconda:

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Il poster della prima stagione di Castle:

e della seconda:

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Ecco la stampa che, nel romanzo, il personaggio di Jameson Rook regala a Nikki Heat. Si tratta di "Garofano, Giglio, Giglio, Rosa" ("Carnation, Lily, Lily, Rose"), dipinto da John Singer Sargent:


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Qui le citazioni dal romanzo