domenica 29 maggio 2011

April in Paris

Autore: Michael Wallner
Titolo originale: April in Paris

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Come scrive lo stesso autore nella sua Postfazione, il caporalmaggiore Roth, protagonista della storia, è un giovane che cerca di sfuggire ai conflitti dell'epoca, ma non riesce a sottrarsi all'inumanità del regime d'occupazione.
Egli si spoglia della sua divisa di soldato tedesco e, con un completo a quadretti, diventa Antoine, un parigino che può finalmente girare libero per la città senza sentire attorno a sè l'odio della popolazione, godendo appieno delle giornate di sole, fingendo, anche solo per brevi pomeriggi, che tutto l'orrore della guerra non esista e non sia mai esistito.
Conosce così Chantal, la figlia di un libraio, e ne resta affascinato.
Non sa che sia la ragazza che le persone a lei più vicine militano nella Resistenza, ed hanno come scopo quello di distruggere il mondo di cui lui stesso è parte.
Ma nel sogno ad occhi aperti di Roth, non c'è nulla di male nell'essere innamorato di una parigina della Resistenza e, contemporaneamente, assistere ogni giorno alle torture che i tedeschi infliggevano ai cittadini traditori o presunti tali.
Tuttavia il sogno si infrange presto, e il giovane diviene vittima dello stesso sistema di cui faceva parte, e che gli porterà via tutto ciò che di prezioso potesse avere.
Libro interessante e ben scritto, April in Paris acquista una marcia in più dall'arresto di Roth in poi, quando ci accompagna nelle celle tedesche e nell'orrore di quei tempi.
Il finale è triste, ma probabilmente l'unico possibile, per un periodo storico in cui la vita umana non aveva alcun valore, e non c'era spazio per alcun lieto fine.

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Retrocopertina: Chantal, libraia, è una giovane militante della Resistenza.
Roth, interprete, è un soldato della Wehrmacht.

"...in un angolo era rannicchiata Chantal... Impiegò parecchi secondi per conciliare la mia faccia con la divisa. Ne ebbe un tale spavento che, mentre si alzava, cominciò a tremare in tutto il corpo."

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Giudizio personale: 4/5


sabato 21 maggio 2011

La prima inchiesta di Maigret

Autore: Georges Simenon
Titolo originale: La première enquete de Maigret

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Non amo i gialli, ma val la pena leggere Simenon, perchè i suoi libri sono sempre molto ben scritti; lo stile è chiaro, asciutto, essenziale, scevro da tecnicismi.
In questa prima inchiesta, Maigret è un ragazzo ventiseienne appena sposato, ed è solo il segretario del commissario; è molto umano, umile, fragile, anche, profondamente deluso nel constatare che, purtroppo, la legge non sempre è uguale per tutti.
Tema sempre attuale, contenuto ne La prima inchiesta di Maigret, è infatti l'impunità dei ricchi e potenti, per i quali la punizione, appunto, può non essere una diretta conseguenza di un'azione sbagliata.

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Retrocopertina: "A dire il vero, il mestiere che aveva sempre sognato non esisteva. Da ragazzo, al paese, aveva come l'impressione che un sacco di gente non fosse al posto suo, o prendesse una strada sbagliata unicamente perchè non aveva le idee chiare.
E immaginava un uomo di infinita saggezza, e soprattutto di infinita perspicacia, al tempo stesso medico e sacerdote, un uomo in grado di intuire con un'occhiata il destino delle persone [...].
Maigret non aveva mai parlato di questo con nessuno. Né osava pensarci troppo seriamente per paura di sentirsi ridicolo. Non potendo portare a termine gli studi di medicina, era comunque entrato nella polizia, per caso. Ma era stato poi veramente un caso? E i poliziotti non sono qualche volta proprio degli accomodatori di destini? "

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Giudizio personale: 3/5

sabato 14 maggio 2011

Saffo - Citazioni

" ...mi chiedevi cosa di nuovo io soffrissi
e perchè di nuovo ti invocassi
e cosa di nuovo così intensamente desiderassi
nel mio cuore impazzito; chi questa volta
persuaderò
...ad amarti? ".

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" e si fece loro freddo il cuore
e lasciarono cadere le ali ".

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" ...perchè chi è bello, non è bello che il tempo di guardarlo,
chi è nobile sarà subito anche bello ".

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" E' tramontata la luna
e le Pleiadi; a mezzo del suo corso
è la notte, l'ora passa
e io dormo sola ".


domenica 8 maggio 2011

Le piccole donne crescono

Autrice: Louisa May Alcott
Titolo originale: Good wives

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[attenzione: SPOILER]

L'autrice aveva terminato il suo Piccole donne dicendo: "Così raggruppati, il sipario cala su Meg, Jo, Beth, ed Amy. Se mai si rialzerà, questo dipenderà da come verrà accolto il primo atto di questa commedia domestica chiamata Piccole donne ".
La "piccola commedia domestica" fu accolta bene, e le fece ruota il secondo volume in cui "Le piccole donne crescono".
A dire il vero, inizialmente il romanzo stenta un pò a decollare e a catturare l'attenzione del lettore. Si parla delle nozze e della vita coniugale di Meg, si tenta di "riabilitare" la viziata Amy, ma purtroppo un personaggio precedentemente poco simpatico fa fatica ad accattivarsi le preferenze di chi legge.
Per questo avrebbe potuto risultare "pericolosa" la storia tra la minore delle March e il caro Laurie, tuttavia la Alcott la narra con una tale delicatezza e un tale realismo che sembra la cosa più naturale del mondo, che il ragazzo abbia spostato le sue attenzioni da Jo alla piccola Amy.
Il libro, inoltre, può vantare due capitoli davvero belli e commoventi: il XVII, "La valle delle ombre", in cui è narrata la morte della piccola Beth, e il XIX, "Sola", nel quale ritroviamo una Jo sopraffatta dal dolore e dalla solitudine.
Ma è proprio a Jo che l'autrice riserva la sorte migliore, come premio per le sue sofferenze, il coraggio e la crescita personale (o forse la Alcott dona a Jo, nella quale pare si rispecchiasse, qualcosa che a lei era stato negato?).
La scena nel frutteto di Plumfield, nell'ultimo capitolo, è molto bella, quasi una foto di famiglia regalataci come commiato, eppure il tutto è oscurato dalla malattia della nuova piccola Beth, la figlia di Amy. L'autrice voleva forse evitare che la minore delle March avesse tutto dalla vita, o voleva rammentarci che il lieto fine non è mai del tutto possibile?

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Giudizio personale: 5/5

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Il retro dell'edizione Mercury e le illustrazioni contenute nel volume: