martedì 29 marzo 2011

La città e le stelle


Autore: Arthur C. Clarke
Titolo originale: The City and the Stars

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Benchè io non sia una fan della letteratura fantascientifica, devo ammettere che La città e le stelle è scritto davvero benissimo.
La storia è ambientata in un futuro molto lontano, in cui sulla Terra sono sopravvissute solo due città, inconsapevoli l'una dell'altra: Diaspar e Lys.
La storia comincia a Diaspar, una città programmata da un Calcolatore Centrale che mantiene qualsiasi cosa immutabile nel corso dei millenni, anche la popolazione; in questa città, infatti, non esistono più gravidanze nè bambini, la vita comincia con un corpo da ventenne e continua per migliaia di anni, durante i quali affiorano alla mente i ricordi della persona che si era stata in passato.
Qui troviamo Alvin, l'Unico, che, diversamente da ogni suo concittadino, non ha vissuto altre vite, e sogna di uscire da Diaspar e scoprire cos'è rimasto del mondo e del desiderio dell'uomo di raggiungere le stelle.
E' probabilmente proprio la figura del protagonista l'elemento meno originale della storia: è comune a molte altre, infatti, il personaggio diverso da chiunque lo circondi, e per questo unico, speciale, solo, capace di atti coraggiosi che nessun altro compirebbe.
Ed infatti Alvin riesce ad uscire, arriva a Lys, dove la natura è ancora viva e il grembo materno accoglie ancora i bambini, ma l'uomo ha comunque raggiunto uno sviluppo notevole, dimostrato dal potere telepatico degli abitanti...

La città e le stelle si è rivelata una storia interessante, forse con qualche momento di stanca e un pò di perplessità riguardo la storia del Messia -che ho trovato fuori luogo, ma in linea con le convinzioni dello scrittore-; mi piace pensare alla storia di Diaspar come la metafora di una vita monotona e routinaria, da cui però qualcuno sceglie di allontanarsi, barattando la sicurezza e la solidità con l'ignoto che fa paura, ma che riesce a far sentire davvero e finalmente vivi...

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Giudizio personale: 4/5

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Qui le citazioni dal romanzo


domenica 20 marzo 2011

Alice in Heartland 3

Autrice: QuinRose
Disegnatrice: Soumei Hoshino
Titolo originale: Heart no kuni no Alice
Volume: 3 di 6

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Continua il pericoloso gioco di Alice nella terra di Heart.
L'ambiguo Peter trama con Nightmare, il demone malaticcio -il coniglio è un personaggio che mi dà sui nervi, ma in forma di animale è tenerissimo!-;

l'impenetrabile Julius si affezione sempre più alla straniera; qualcuno gioca con la memoria di Alice; i gemelli sanguinari sono sempre più ingenuamente pericolosi; Blood sempre più presuntuoso e la nostra eroina sempre più attratta da lui; Boris comincia a comprendere l'importanza della vita umana -e animale-; Vivaldi mostra un lato nascosto di sè, ci racconta la sua storia e ci svela qualcosa di più sul "gioco", facendoci finalmente comprendere perchè qualcuno non fa che perdersi...

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Quarta di copertina: Portata con la forza nel paese di Heartland da Peter, Alice comincia a prendere confidenza con un mondo dove la gente ha un orologio al posto del cuore! Eppure, qualcosa di inquietante sembra aleggiare su quegli strani abitanti...

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Giudizio personale: 4/5

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Alice in Heartland 2

Volumi successivi:
- Vol. 3
- Voll. 4 e 5
- Vol. 6

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E' incredibile la miriade di immagini che è possibile trovare semplicemente digitando "Quinrose" su Google.
Ecco delle tavole ad opera dell'autrice del manga, seguite da alcune fan art:




















venerdì 18 marzo 2011

Questa storia

Autore: Alessandro Baricco

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Per anni Alessandro Baricco è stato il mio autore preferito.
Perchè nessuno sa scrivere come lui.
Perchè nessuno, come lui, è capace di creare una storia e un mondo intero in poche righe.
E in Questa storia non si smentisce.
Il libro è diviso in sette piccole gemme: "Ouverture"; "L'infanzia di Ultimo"; "Memoriale di Caporetto"; "Elizaveta"; "1947. Sinnington, Inghilterra"; "1950. Mille miglia"; "Epilogo".
La mia preferita è probabilmente la seconda, in cui il piccolo Ultimo viene descritto come un bambino con "l'ombra d'oro" e ambientata nei primi anni del '900, che videro il miracolo delle automobili.
Ma meraviglioso è anche il "Memoriale di Caporetto", la storia di una disfatta che così poco spazio occupa sui libri di storia dei nostri ragazzi, e che per la prima volta leggo narrata in modo da renderci partecipi dell'orrore, della disperazione e della follia di quell'evento.
Una menzione anche ad "Elizaveta", terribile capitolo - in senso assolutamente buono- dedicato ad un personaggio che mette i brividi, e che compie o sogna atti deprecabili -uno tra tutti, quello nei confronti dei Martin-.

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Retrocopertina: Ultimo Parri è un ragazzino che diventa vecchio cercando di mettere in ordine il mondo. Ha cinque anni quando vede la prima automobile, diciannove il giorno di Caporetto, venticinque quando incontra l'amore della sua vita, e molti di più la sera che muore, in un posto lontano.
Questa storia è la sua storia.

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Giudizio personale: 4/5


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Qui le citazioni dal libro



martedì 8 marzo 2011

La camera degli annegati

Autore: Michael Pye
Titolo originale: The drowning room

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In origine New York era New Amsterdam, un luogo in cui il freddo dell'inverno e la scarsità di cibo arrivava a provocare la morte.
Qui passa parte della sua vita Gretje Reyniers, olandese, dopo essere stata orfana, serva, prostituta, moglie e madre.
La sua non è la storia strappalacrime di una povera vittima degli eventi: Gretje è una donna forte, decisa, testarda, che, appena adolescente, decide di non voler essere serva e sceglie il mestiere più antico del mondo, che porterà con sè anche oltreoceano.
Unico punto fermo della sua vita, Anthony, detto il Turco, con cui condivide la sua vita fuori dagli schemi, e che non esita a mettere alla porta all'arrivo di un cliente facoltoso.
Ma un giorno Anthony muore, e Gretje si ritrova con un dolore che non avrebbe mai immaginato di poter provare, e con un ragazzino in casa, un estraneo, che pare voler girare il coltello nella piaga, ascoltare la sua storia, e che somiglia troppo a una bambina...

La camera degli annegati è un racconto interessante che ci proietta nel vecchio e nuovo Mondo del XVII secolo, descrivendoci la vita di tutti i giorni, le case, le fabbriche, le prigioni, la continua corsa alla sopravvivenza.
Peccato per l'ultima parte, quando Anneke prende il posto di Pieter e il racconto si fa più lento e, in alcuni tratti, un pò noioso.

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Retrocopertina: "Alla prigione c'è una camera" disse il Turco "ci portano gli assassini. E' nei sotterranei, sotto il livello del mare. Aprono una paratoia e l'acqua entra. E ti lasciano lì".

"Una storia di donna, uno studio psicologico, un romanzo storico: Michael Pye riesce bene in tutte e tre le cose". The Washington Post

"La camera degli annegati porta a nuova vita l'Amsterdam e la New York del XVII secolo". The New York Times

"Un romanzo storico che tiene alto il buon nome del genere" The Irish Times

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Giudizio personale: 3/5

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Qui citazioni dal testo

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domenica 6 marzo 2011

Alice in Heartland 2

Autrice: QuinRose
Disegnatrice: Soumei Hoshino
Titolo originale: Heart no kuni no Alice
Volume: 2 di 6

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In questo secondo volume di Alice in Heartland alcuni interrogativi trovano una risposta: scopriamo, infatti, cosa sono e cosa fanno le "immagini residue"; qual è il vero lavoro di Julius, e, soprattutto, perchè chiunque, nello strano mondo in cui è capitata Alice, si innamora della straniera.
Alice è sempre più stupefatta dalle sue scoperte -tra cui quella della relazione tra il Cappellaio e un altro personaggio-, e sgomenta di fronte all'inesistente rispetto verso la vita umana che si vede in questo paese non troppo meraviglioso, in cui tutti sono pronti a sparare ed uccidere e chiunque può essere sostituito.
Pur non essendo all'altezza del primo numero, questo volume si rivela comunque piacevole ed interessante, ed i disegni sono molto belli.

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Quarta di copertina: Alice comincia a prendere confidenza con lo strano mondo di Heartland, tra un tè con la banda di mafiosi del Cappellaio e qualche divertente interludio con il ragazzo dalle orecchie di gatto, Boris.
Ma alla nostra protagonista non sfugge un dettaglio: il cavaliere Ace, apparentemente ingenuo e stralunato, nasconde un lato del carattere inafferrabile e inquietante...

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Giudizio personale: 3/5

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Leggo su Internet -e sulla quarta di copertina di questo numero- che il manga è stato tratto da un videogioco, credo mai arrivato in Italia.
Ecco alcune immagini:







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Volume precedente:
- Vol. 1

Volumi successivi:
- Vol. 3
- Voll. 4 e 5
- Vol. 6

sabato 5 marzo 2011

La principessa di Mantova

Autrice: Marie Ferranti
Titolo originale: La princesse de Mantoue

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Sono perplessa riguardo a questo libro.
Esso narra la storia di Barbara di Brandeburgo, data in sposa a Ludovico Gonzaga a soli nove anni e cresciuta alla corte di Mantova.
Continui sono i riferimenti a vari documenti, e soprattutto alla corrispondenza tra Barbara e una cugina, Maria di Hohenzollern, vero filo conduttore di tutta la vicenda, che si fa sempre più avvincente e termina con la morte di Barbara.
Si arriva così alla fine convinti di aver letto un bel libro -o libriccino, in questo caso- storico, certo con qualche elemento di fantasia, dovuto alla scarsità di informazioni.
E invece, cosa leggiamo nella Postfazione? Che Maria di Hohenzollern non è mai esistita, le lettere non sono mai state scritte, tutti i documenti sono pura invenzione.
L'autrice ha semplicemente visto Barbara di Brandeburgo dipinta dal Mantegna ed ha immaginato la sua storia.
"Questo è solo un gioco", ci svela. D'accordo, ma forse sarebbe stato più corretto dircelo prima.

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Quarta di copertina: Poco si sa di Barbara di Brandeburgo, andata in sposa a soli nove anni a Ludovico Gonzaga di Mantova nel 1433. Ma molto si può immaginare dal ritratto che le fece Andrea Mantegna nella Camera degli Sposi al castello di San Giorgio. Quando il marito l'abbandona per combattere al fianco di Francesco Sforza, Barbara si ritrova sola in una delle corti più raffinate ed eleganti, che accoglie i più grandi artisti e letterati dell'epoca. Con grande intelligenza, nonostante la tenera età, si adatta alla nuova vita, riceve un'istruzione adeguata e, al ritorno del marito, riesce a conquistarne l'affetto.
Catturata dall'intensità espressiva del volto dipinto, Marie Ferranti costruisce un romanzo suggestivo e coinvolgente che, tra realtà storica e finzione, restituisce pienamente lo spirito di un periodo storico tra i più affascinanti, il Rinascimento italiano, dando vita a un'eroina elegante e colta, straordinariamente forte e determinata, ma al tempo stesso cinica e crudele.

"Un cammeo delicato, che offre le tracce di uno spaccato storico di bellezza e crudeltà, di raffinatezza e solitudine". Nico Orengo, TTL-La Stampa.

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Giudizio personale: 3/5

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Approfondimenti - La Camera degli Sposi

Il ritratto di Barbara di Brandeburgo da cui l'autrice ha tratto ispirazione per il suo romanzo è quello che ritroviamo nella scena detta "della corte", che occupa una parete della Camera Picta, o degli Sposi, nel Castello di San Giorgio a Mantova.


In essa vediamo anche altri personaggi che animano la storia: Ludovico, sulla sinistra, in veste da camera, seduto su una sedia sotto la quale, come segno di fedeltà, riposa il cane Rubino; la piccola Paola, che porge una mela alla madre; Barberina, in piedi sulla destra; forse il precettore Vittorino da Feltre, sullo sfondo.
Di seguito alcuni particolari del dipinto:

Barbara di Brandeburgo


Ludovico Gonzaga


Paola Gonzaga


Barberina Gonzaga

Nella camera ritroviamo anche una seconda scena, detta "dell'incontro", citata nel testo, nonchè lo splendido soffitto col meraviglioso oculo.

Per chi fosse interessato, ecco un sito in cui trovare informazioni ed immagini:

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Com'erano davvero

Barbara di Brandeburgo


Ludovico Gonzaga


Paola Gonzaga (presumibilmente)

Paola Malatesta, suocera di Barbara


Gianfrancesco Gonzaga, suocero di Barbara

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Qui un'intervista a Marie Ferranti



Vite in bianco e nero

Autrici: Grace Grant e P.J. MacAllister
Titolo originale: Flyover States

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Ronnie e Doris sono due donne che frequentano un corso di specializzazione all'Università di Langsdale, una cittadina dell'Indiana molto diversa da quelle lasciate sulla costa occidentale.
Lo stato in cui si ritrovano a vivere viene descritto come repubblicano e razzista; è ancora attuale, infatti, l'orrore del Ku Klux Klan.
Le cose, quindi, non sono molto facili soprattutto per Ronnie, che è di colore e per questo si vede rifiutare un lavoro estivo come insegnante all'Università.
Ma anche per Doris, che è bianca, le cose non vanno proprio come aveva sognato: il mondo accademico è snob e traboccante di squali, e inoltre la sua vita sentimentale è allo stallo.
Entrambe, inoltre, devono fare i conti con gli anni che passano e con amici e familiari che le considerano delle perdenti -nonchè delle perditempo- a causa del loro perenne status da universitarie.
Vite in bianco e nero è un libro che, se si riescono a superare le prime pagine, in cui le autrici usano parolacce e continui riferimenti sessuali per accattivarsi il lettore, si rivela molto piacevole, ironico, divertente, capace di toccare temi quali il razzismo, le ingiustizie, i sogni infranti, le scelte davanti alle quali ci pone la vita.

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Retrocopertina: Anche questa è l'America.

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Giudizio personale: 4/5


Alice in Heartland 1 - Citazioni


" I sogni sono terribili perchè hanno una fine... "

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" Se mi comparisse davanti agli occhi un principe azzurro su un cavallo bianco...
spererei che cadesse da cavallo ".

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" Avrei preferito non conoscere un simile inconscio! ".

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Scheda del manga qui