lunedì 30 agosto 2010

Cime tempestose

Autrice: Emily Bronte
Titolo originale: Wuthering Heights

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Cime tempestose è il romanzo scritto dalla minore delle sorelle Bronte; un vero e proprio gothic novel, sia per quanto riguarda le ambientazioni che i personaggi.
In particolare i protagonisti, Catherine e Heathcliff, risultano per nulla amabili agli occhi di chi legge (o, almeno, ai miei).
La prima, capricciosa, volubile, dall'indole tirannica, a tratti perfida; il secondo, incarnazione del male o del demonio, le cui violenze fisiche e psicologiche verso gli altri personaggi sono davvero terribili.
"Un libro che è un incubo" mi sono detta d'un tratto, perchè la Bronte è riuscita a creare un mondo al di fuori del mondo, cupo, buio, tempestoso, e quasi ci sembra di vedere i camini accesi anche d'estate, le dimore cadenti, il legno marcio, la brughiera terribile e meravigliosa.
E, contrapposto a tutto ciò, l'amore che lega i due protagonisti, un amore senza il quale la vita non è vita, e ci si meraviglia del fatto di poter ancora respirare:

" ...il mio grande assillo nella vita è lui. Se ogni altro essere umano perisse e lui sopravvivesse, io continuerei a esistere; e se ogni altra persona restasse a questo mondo e lui dovesse essere annientato l'Universo si trasformerebbe in qualcosa di terribilmente estraneo. [...] Il mio affetto per Heathcliff è come le eterne rocce sottostanti... una fonte di scarsa felicità visibile, ma una fonte indispensabile. Nelly, io sono Heathcliff... lui è sempre, sempre presente nei miei pensieri... non come un piacere, non più di quanto io sia sempre un piacere per me stessa... ma come il mio stesso essere... quindi non parlare più di una nostra separazione... sarebbe impossibile...".

"Vorrei soltanto che non fossimo mai separati... e se, d'ora in poi, una mia parola dovesse arrecarti pena, pensa che, sottoterra, io proverò la stessa sofferenza... ".

"...il tuo cuore lo hai spezzato tu... e spezzandolo, hai spezzato anche il mio. [...] Che razza di vita sarà la mia quando tu... oh, Dio! Vorresti vivere tu, se avessi l'anima nella tomba?".

"Baciami ancora e non lasciarmi vedere i tuoi occhi! Perdono quello che hai fatto a me. Amo la mia assassina... ma il tuo assassino! Come potrei?".

"E io recito una sola preghiera... e la ripeterò finchè la lingua non mi diventerà rigida... Catherine Earnshaw, possa tu non avere riposo finchè io vivrò! Hai detto che sono stato io a ucciderti... perseguitami, allora! Gli assassinati perseguitano i propri assassini. Credo... so che altri fantasmi hanno vagato su questa terra.
Sii con me sempre... assumi qualsiasi forma... fammi impazzire!
Ma non lasciarmi, ti prego, in questo abisso, dove non posso trovarti! Oh, Dio, è un dolore indicibile!
Non posso vivere senza la mia vita! Non posso vivere senza l'anima mia! ".

Ed è qui che due persone a tratti "demoniache", si fanno umane e inarrivabili, la carne dell'una si fa carne dell'altro, le anime diventano una, il dolore e la disperazione sono condivisi fino all'ultima lacrima.
Per questo la morte di Catherine estremizza al massimo l'indole maligna di Heathcliff, che ricopre con una cappa quasi palpabile di odio e violenza Cime tempestose e Thrushcross Grange, mischiandosi al desiderio di vendetta e al disprezzo verso tutti gli altri componenti di quel mondo isolato e ai loro innocenti discendenti.
Un odio che potrà dissolversi solo con la morte di Heathcliff stesso e col suo ricongiungimento con l'amata, riunione che riporterà nella vecchia e buia casa la vita, il profumo dei fiori, le voci, la prospettiva di una vita nuova e luminosa.

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Quarta di copertina: E' questa un'opera del tutto isolata nella tradizione narrativa inglese. In essa l'aspro realismo del quotidiano vive di misteriose e inquietanti tensioni onirico-simboliche e di cupe fiamme emotive, all'interno di una struttura narrativa di grande saldezza ed efficacia. Vi domina la figura di Heathcliff il quale, animato da una passione distruttiva, svolge nel libro la funzione "fatale" del vendicatore spietato, vero "replicante" di tante devastanti figure del gothic novel britannico; ma il suo tirannico porsi come l'inflessibile dark hero nasce da una disperata infelicità di fondo e lo porta a vivificare la propria morte con quella della donna amata, in una sorta di aspirazione erotico-panteistica che conferisce alla sua figura dimensioni assolutamente inedite.

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Giudizio personale: 4/5

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Approfondimenti - Wuthering Heights in musica

E' di Kate Bush la canzone "Wuthering Heights", di cui posto il video e il testo con traduzione.



Testo - Wuthering Heights
Out on the wiley, windy moors
We'd roll and fall in green
You had a temper, like my jealousy
Too hot, too greedy
How could you leave me?
When I needed to possess you?
I hated you, I loved you too

Bad dreams in the night
They told me I was going to lose the fight
Leave behind my wuthering, wuthering
Wuthering Heights

(Chorus) Heathcliff, it's me, Cathy come home
I'm so cold, let me in-a-your window

Oh it gets dark, it gets lonely
On the other side from you
I pine alot, I find the lot
Falls through without you
I'm coming back love, cruel Heathcliff
My one dream, my only master

Too long I roam in the night
I'm coming back to his side to put it right
I'm coming home to wuthering, wuthering,
Wuthering Heights

(Chorus)
Oh let me have it, let me grab your soul away
Oh let me have it, let me grab your soul away
You know it's me, Cathy
(Chorus)


Traduzione - Cime tempestose
Fuori nella brughiera rugiadosa e ventosa
ci eravamo rotolati ed eravamo caduti nel verde
tu avevi un carattere, come la mia gelosia
troppo focoso, troppo avido
Come hai potuto lasciarmi?
Quando avevo bisogno di possederti?
Ti ho odiato, e ti ho anche amato.
Sogni cattivi nella notte
mi hanno detto che stavo perdendo la battaglia
lasciandomi dietro le mie tempestose, tempestose,
Cime tempestose
Heathcliff, sono io Cathy, torno a casa
fa così freddo, lasciami entrare dalla tua finestra
oh, si fa buio, si fa solitario
dall'altra parte di te
Mi struggo molto, trovo che tutto
va a monte senza di te
Sto tornando amore, crudele Heathcliff
mio solo sogno, mio unico padrone
Da troppo tempo erro nella notte
sto tornando al suo fianco per mettere tutto a posto
sto tornando a casa a Cime tempestose,
Cime tempestose
Oh, lascia che io la abbia, lasciami portare via la tua anima,
oh, lascia che io la abbia, lasciami portare via la tua anima,
sai che sono io, Cathy.

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E' del 2004 una trasposizione italiana di Cime tempestose per il piccolo schermo, con Alessio Boni nella parte di Heathcliff ed Anita Caprioli in quella di Catherine.
Posto la scena della morte di Cathy, dissimile dal libro, ma molto bella.






sabato 21 agosto 2010

The Simpsons - Benvenuti a Springfield

Ideatore: Matt Groening

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I Simpson sono da sempre i cartoni animati più irriverenti, ironici, politicamente scorretti, divertenti e imprevedibili della televisione, e tali caratteristiche sono del tutto riversate nella trasposizione a fumetti.
In particolare, nel volume Benvenuti a Springfield, abbinato a La Repubblica di qualche tempo fa, troviamo degli episodi molto carini e aderenti ai personaggi e alle situazioni così come li conosciamo attraverso la serie animata.
Le storie contenute sono le seguenti:
-Mercanti di vendetta - Apu, Ned e l'uomo dei fumetti diventano vigilanti contro i taccheggiatori;
-Burns sia lodato - Il signor Burns vuole che il suo libro venda più di qualsiasi altro, anche della Bibbia, così compra la chiesa con l'intenzione di diventare un improbabile Papa;
-Grecia a me - insieme di storie ambientate nell'antica Grecia, in cui ritroviamo personaggi mitologici come Ercole/Bart, Ade/Homer, Persefone/Marge, Circe e Medusa/Patty e Selma;
-Smacco ai fratelli Simpson/Telespalla - Il fratello di Telespalla Bob decide di uccidere Lisa, a sua volta sofferente del fatto di essere solo la sorella di Bart;
-La fuga di Homer - Homer e famiglia, Lenny e Karl vengono inviati in prepensionamento sull'isola di Mondezzo, di proprietà del signor Burns;
-Fissati persi - Il più grande collezionista di cimeli fumettistici e film/telefilmici indice una gara a Springfield per scegliere il suo erede;
-Il riso è la peggior medicina - Homer ha sovraccaricato il centro nervoso del piacere del cibo, così non riesce più a sentire il sapore di ciò che mangia;
-...nella stanza dello schedario permanente - Il preside Skinner racconta la storia di Secco e quella della sua amicizia con Homer da bambino;
-Bard boiled - storie ambientate nell'antica Roma e tragedie simpso-shakepeariane, con Cleopatra/Kaprapal; Antonio/Skinner; Cesare/Burns, Enrico V/scienziato Frink; Giulietta/Lisa; Romeo/Nelson; Riccardo III/Krusty; Re Lear/Homer;
-O muro o niente - gli abitanti di Springfield alta e bassa ergono un muro che separa le due zone della città, e che lascia i ricchi abitanti di Springfield alta senza acqua;
-L'uomo Radioattivo e Fallout boy - pubblicità delle crostatine Krusty;
-Bartman - Bart impersona l'eroe di Springfield;
-Grattachecca e Fichetto in "Amore cruento" - Grattachecca e Fichetto si contendono un'affascinante gatta;
-Gli 11 di Krusty - Krusty il clown tenta di diventare una star cinematografica;
-Il pianeta dei Duplexoidi - l'Uomo Radioattivo arriva su un altro pianeta tirando lo sciacquone di un bagno pubblico;
-Lisa Simpson in "Piccoli buontemponi" - i bambini di Springfield si ritrovano a giocare in una pericolosa area creativa usata da Tony Ciccione per riciclare denaro sporco.

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Giudizio personale:5/5


giovedì 19 agosto 2010

Manuale del guerriero della luce - Citazioni


" I vincenti non ripetono lo stesso errore. Perciò il guerriero rischia il proprio cuore solo per qualcosa di cui valga la pena ".

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" Comprende che il ripetersi delle esperienze ha un'unica finalità: insegnargli quello che non vuole apprendere ".

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" Un guerriero della luce non passa i giorni tentando di rappresentare il ruolo che altri hanno scelto per lui ".


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" E' pericoloso chiedere un consiglio. Ma è molto più rischioso darlo ".

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" Se difendi pubblicamente le tue idee, devi sforzarti di vivere rispettandole ".

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" Ciò che fa annegare non è l'immersione, ma il fatto di rimanere sott'acqua ".

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" Un guerriero non tenta di sembrare. Egli è ".

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" L'acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare ".

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" Nel dubbio, il guerriero preferisce affrontare la sconfitta e poi curarsi le ferite, perchè sa che, se fuggisse, darebbe all'aggressore un potere maggiore di quanto meriti ".

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" Il guerriero della luce crede. Poichè crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere ".

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" Egli non pensa alla vendetta, perchè il nemico occulto non appartiene più alla sua storia. Pensa soltanto a migliorare la propria abilità, affinchè la fama delle sue imprese faccia il giro del mondo e giunga alle orecchie di chi lo ha addolorato in passato ".

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" ...nessuno vince una guerra da solo ".

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" Sarà il tempo a dire chi ha vinto e chi ha perso ".

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" Ci sono momenti in cui è necessario agire, e altri in cui si deve accettare ".

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" ...confida negli altri perchè, prima di tutto, confida in se stesso ".

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" ...sa che, ogni volta che parla di un sogno, usa un pò dell'energia di questo sogno per esprimersi. E se ne parla tanto, corre il rischio di sprecare tutta l'energia necessaria per agire ".

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" Quando un cavaliere cade da cavallo e non risale in groppa nel volgere di un minuto, non avrà mai più il coraggio di montare ".

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" ...nessuno vince sempre... ".

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" Celebra oggi la sua vittoria di ieri, per avere più forze nella battaglia di domani ".

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" Chi aiuta, viene sempre aiutato... ".

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" Sa che, se giungerà alla fine del viaggio in un paradiso vuoto, la sua lotta non avrà avuto alcun valore ".

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" Le corde che sono sempre in tensione finiscono per logorarsi ".

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" Una preoccupazione esagerata finisce per eliminare ogni traccia di gioia dalla vita ".

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" Se sa vedere ciò che è bello, è perchè ha la bellezza dentro di sé... ".

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" Tu, però, sei triste. E ciò dimostra che la tua anima è ancora viva ".

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" ...ogni problema, una volta risolto, sembra molto semplice ".

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" L'intrigo non permette il diritto alla difesa: condanna senza processo ".

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" ...lo sciocco che dà consigli sul giardino altrui non sta badando alle proprie piante ".

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" Nessuno conosce le conseguenze delle proprie crudeltà ".



martedì 17 agosto 2010

Il bar sotto il mare

Autore: Stefano Benni

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Il bar sotto il mare è una raccolta di racconti narrati dagli improbabili avventori di un improbabile bar, appunto sotto il mare, come una sirena, una bambina, una vecchina, un uomo invisibile, ecc.
Devo dire che alcuni di questi racconti mi hanno annoiato molto, soprattutto i primi ("Il più grande cuoco di Francia"; "Il verme disicio"; "Il folletto delle brutte figure"); altri, invece, come quelli ambientati a Sompazzo, sono piuttosto divertenti, altri brillanti ("Quando si ama davvero"; "Oleron"; "Priscilla Mapple e il delitto della II C"; "Il destino sull'isola di San Lorenzo").
Bella l'idea di aprire ogni racconto con una citazione e la "minaccia" finale degli avventori del bar al nuovo visitatore.

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Retrocopertina: Sompazzo, il paese più bugiardo del mondo - Gaspard Ouralphe, il più grande cuoco di Francia - Il verme mangiaparole e l'incredibile storia del capitano Charlemont - La disfida di Salsiccia - Il dittatore pentito - Kraputnyk, il marziano innamorato - Priscilla Mapple e il delitto della II C - Il folletto delle brutte figure, il diavolo geloso e la chitarra magica - La storia di Pronto Soccorso e Beauty Case - Il mistero di Oleron e l'Autogrill della morte - Californian crawl - Il pornosabato del cinema Splendor - I capricci del dio Amikinont'amanonamichit'ama - Arturo Perplesso Davanti alla Casa Abbandonata sul Mare - Il racconto più breve del mondo, la fatale Nastassia e la grande Traversata dei Vecchietti.
Tutto può accadere nel bar sotto il mare. Un bar in cui tutti vorremmo capitare, una notte, per ascoltare i racconti del barista, dell'uomo col cappello, dell'uomo con la gardenia, della sirena, del marinaio, dell'uomo invisibile, della vamp e degli altri misteriosi avventori.
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Giudizio personale: 3/5


domenica 15 agosto 2010

La ragazza di giada

Autrice: Lisa See
Titolo originale: Peony in love

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[attenzione: SPOILER]

Ho comprato questo libro in tutta fretta, a causa di un viaggio imminente e di poco tempo a disposizione, e credevo di aver fatto male, perchè di punto in bianco la protagonista spira e la prima parte si conclude.
Mi sono chiesta se per caso si trattasse di una raccolta di racconti e non me ne fossi accorta, ma non era così... come avrebbe potuto continuare una storia, senza la sua protagonista?
Ho ripreso a leggere con scetticismo, e tutto è diventato chiaro: seguiamo la ragazza defunta, Peonia, nella sua vita nell'aldilà, fino alla consapevolezza di essere divenuta uno spirito famelico a causa di inadempienze da parte dei suoi familiari durante il funerale.
Peonia comincia così ad errare sulla terra, visita la casa natale, ma soprattutto il suo amato promesso sposo, Ren, cercando di fare il possibile per renderlo felice con la nuova moglie.
Distrutta dal fallimento, si rende però conto che uno spirito famelico non deve necessariamente apportare danno, bensì può operare per il bene di qualcuno.
Sceglie allora la piccola Yi, come lei colpevole solo di essere nata femmina, e si adopra affinchè la sua vita possa essere felice e piena d'amore.
La ragazza di giada è un romanzo molto interessante perché ci guida per mano attraverso la Cina del XVII secolo, facendoci conoscere il culto degli antenati, le credenze sulla vita dopo la morte, la superstizione permeante ogni aspetto della vita, il Cataclisma (cioè l'arrivo dei Manciù che portò alla caduta della dinastia Ming), il ruolo delle donne, considerate alla stregua di merce più infima del sale, ma anche contemporaneamente preziosissime, le loro battaglie nelle sale interne per la dignità e la sopravvivenza; gli scritti di migliaia di donne dati alle stampe, per lo più poesie, che trattavano di sentimenti, passioni e desideri; la scelta di molte, giovani fanciulle, di lasciarsi morire di fame, nella disperata ricerca di qualcosa su cui avere, per una volta nella vita, l'assoluto controllo.
Una piccola, preziosa miniera, dunque, per chiunque sia interessato ad una cultura così lontana dalla nostra.

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Quarta di copertina: Cina XVII secolo. La giovane Peonia, appartenente a una delle famiglie più in vista di Hangzhou, come ogni altra ragazza della sua età, è promessa in sposa a un uomo di cui non conosce nulla. Avvicinandosi il suo sedicesimo compleanno, il padre -che ha coltivato in lei l'amore per il sapere, la lettura e la scrittura- organizza nel giardino della loro villa la messa in scena dell'opera classica Il padiglione delle peonie, la cui trama sembra rispecchiare il destino della ragazza. L'opera, infatti, racconta di una fanciulla che si lascia morire per amore pur di non accettare un matrimonio combinato. Durante la rappresentazione, Peonia incrocia lo sguardo di un giovane di cui si innamora a prima vista, ed è ricambiata. Ma per lei il destino sembra essere inesorabilmente segnato, un destino che Peonia non può e non vuole accettare...
Sullo sfondo di una Cina all'indomani della caduta della dinastia Ming, Lisa See ci conduce in un lungo viaggio tra i tormenti della passione, regalandoci un romanzo d'amore di grande intensità in cui sentimenti estremi, quasi al limite della follia, si mescolano al mistero delle più antiche tradizioni cinesi.
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Giudizio personale: 4/5

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Approfondimenti/1 - I "loti d'oro"

Nel romanzo si parla molto dei "loti d'oro", i piedi fasciati delle donne, che potevano davvero essere decisivi per la loro vita; la stessa Yi, infatti, può contrarre un buon matrimonio perché lo spettro di Peonia ha convinto la madre della ragazza a fasciarle i piedi da bambina.
Ho voluto saperne di più ed ho fatto una piccola ricerca:

l'origine della tradizione di fasciare i piedi alle bambine è ancora sconosciuta, c'è chi parla della leggenda di una volpe che, volendo passare per umana, si fasciò le zampe; chi di un'imperatrice con i piedi deformi, la quale, per nascondere il suo difetto, obbligò il marito a rendere obbligatoria la compressione dei piedi; chi di un'usanza lanciata dalle danzatrici di corte. Ad ogni modo, i "loti d'oro" divennero ben presto un simbolo sociale; dalle classi nobiliari l'usanza si propagò presto alla borghesia, e persino al proletariato.
Il costume di fasciarsi i piedi, diffondendosi, assunse anche altri significati: rafforzavano il concetto di castità femminile e di relegazione nelle camere interne (una donna con i piedi fasciati, infatti, trovava l'incedere molto penoso; doveva muoversi solo attraverso piccoli passi, e appoggiandosi al muro, ad un bastone o ad altre persone). Nello stesso tempo la fasciatura rivelava la condizione economica di una famiglia: un uomo che aveva una moglie con i piedi fasciati provava a tutti che era abbastanza ricco da mantenere una donna con i suoi guadagni e che non aveva bisogno d’aiuto nei campi o nel negozio. Conseguentemente i piedi grandi, propri dell’altro sesso, erano indice di appartenenza ad una classe sociale povera.


Come si bendavano i piedi - La fascia, larga circa cinque centimetri e lunga tre metri, si applicava in questa maniera: se ne fissava un capo alla parte interna del collo del piede, veniva quindi fatta passare con forza sulle dita, a eccezione dell’alluce, in modo da ripiegarle sotto la pianta. L’alluce non veniva fasciato. Si passava poi strettamente la benda intorno al calcagno in modo che tallone e dita fossero ravvicinati il più possibile. Si ripeteva quindi il procedimento fino a totale utilizzazione della fascia.
Il piede delle fanciulle era soggetto a una forzata e continua pressione: lo scopo infatti non era solo quello di comprimerlo, ma anche di curvare le dita, di ripiegarle sotto la pianta e di riavvicinare la pianta stessa al tallone fino al limite del possibile.
Durante il processo la carne andava spesso in putrefazione, parti della pianta si squamavano e a volte cadevano una o più dita.
Il dolore persisteva per circa un anno e quindi diminuiva d’intensità, finché, verso la fine del secondo anno, i piedi perdevano ogni sensibilità e risultavano praticamente morti.

La forma desiderata - due piccolissime mezzelune - era raggiunta per mezzo di due operazioni: le quattro dita piccole venivano ripiegate e strette con le bende contro la pianta del piede, in modo da renderla più affusolata e, contemporaneamente, il piede veniva accorciato forzando l’alluce ed il calcagno l’uno contro l’altro, in modo che l’arco del piede assumesse una forma fortemente convessa (questo era possibile solo grazie all’elasticità dell’ossatura infantile). Con la crescita l’arco si rompeva, così come si fratturavano le falangi delle dita ripiegate. Di conseguenza, il piede poteva sopportare il peso del corpo soltanto sul tallone.
Se questo procedimento iniziava entro i primi anni di vita, l’esperienza della bambina era meno dolorosa che non nei casi in cui, soprattutto nelle famiglie contadine, essa veniva lasciata con i piedi intatti fino all’età di dieci - dodici anni, perché potesse aiutare più a lungo in casa e nei campi.

La fasciatura dei piedi comportava un tormento quotidiano, che sarebbe continuato per tutta la vita. Una volta deformati a piacere, i piedi bendati erano poco utili a stare in piedi. Privi della normale elasticità, erano un sostegno instabile e faticoso e, dato che il peso del corpo era trasferito tutto sui talloni, la persona doveva oscillare continuamente avanti e indietro per mantenersi in equilibrio.

I “fiori di loto” esigevano attenzioni quotidiane: bisognava continuamente lavarli e curarli; le unghie andavano tenute sempre ben tagliate, altrimenti potevano penetrare nella pianta del piede, e le bende potevano impedire la circolazione del sangue, provocando setticemia o cancrena.
I risultati raggiunti venivano esaltati indossando minuscole scarpine ricamate.

La fasciatura dei piedi sostituiva qualunque requisito nella scelta di una moglie, perché la sua portata andava ben oltre il mero fattore estetico. I piedi fasciati garantivano nella sposa il desiderio di compiacere il marito, capacità di sopportazione del dolore, coraggio e disponibilità a fare qualunque cosa per esaudire i desideri dello sposo. Erano il segno tangibile che il carattere della fanciulla era stato definitivamente domato, della sua incondizionata e permanente sottomissione.

Fonti: http://guide.supereva.it/cultura_cinese/interventi/2005/03/201252.shtml 
http://www.tuttocina.it/fdo/salice.htm

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Approfondimenti/2 - La tavoletta ancestrale

Nel romanzo, Peonia diviene uno spirito famelico perchè nè suo padre nè sua madre hanno completato la sua tavoletta ancestrale, nella quale si sarebbe dovuta rifugiare una delle tre parti in cui si era divisa la sua anima.

Le tavolette ancestrali erano lunghe circa una trentina di centimetri e recavano in grossi caratteri dorati la data di nascita e il nome del defunto, preceduta dalla formula: "Sede dello spirito di...".
All'esatto momento del decesso, si aveva immediatamente cura di portare, sulla tavoletta, delle macchioline di sangue sacrificale, nei punti che si supponevano corrispondere agli occhi e alle orecchie. Con questo gesto, si riteneva che lo spirito venisse a risiedere nella tavoletta.

Davanti a queste tavolette, innalzate su altari, si celebravano i riti, in certi giorni determinati, e in particolare alle feste del Qingming e del Zhongqiu, in primavera e in autunno.


Fonte: http://www.tuttocina.it/fdo/cultoantenati.htm

martedì 10 agosto 2010

Rasputin


Autore: Gilbert Maire

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Non definirei questo libro una biografia, tantomeno un romanzo storico, ma piuttosto un saggio, in quanto, benchè la figura principale sia il mugico/taumaturgo Rasputin, l'autore indaga la situazione russa, la politica e gli avvenimenti che fecero sì che un contadino siberiano acquistasse tutto il potere di cui sappiamo.
Forse è questo che rende il libro talvolta un pò pesante, la lunga lista di date e di nomi, che però ne fanno un documento molto accurato.
L'autore indaga la figura di Rasputin in tutte le sue sfaccettature, ce lo presenta come un contadino legato alla sua terra, un oltraggiatore di fanciulle, un traditore, un benefattore dei poveri, un membro della setta Khlysta, un uomo che "non potendo rinnegare il Cristo, che aveva veramente amato, si sforzò di adattarlo ai suoi vizi". Così come per lo zar Nicola II, uomo onesto ma soggetto a crisi di crudeltà, più amante del suo ruolo di marito e di padre che di quello di imperatore, manovrato dalla sua compagna, la zarina Alessandra, gravata da tare ereditarie, folle, disperata per la salute di suo figlio, disposta a tutto pur di garantirgli un trono in un paese tranquillo.

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Giudizio personale: 3/5

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Grogorji Ifimovic Rasputin


La famiglia Romanov


Lo zar Nicola II


La zarina Alessandra


La granduchessa Olga Romanov bambina


Olga fanciulla


La granduchessa Tatiana Romanov


La granduchessa Maria Romanov


La granduchessa Anastasia Romanov


L'erede al trono imperiale, Alexei Romanov

giovedì 5 agosto 2010

Nulla succede per caso - Citazioni


" Bisogna concedersi di essere chi si è, non chi crediamo di essere o chi qualcuno ci ha detto che dovremmo essere ".

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" Se la nostra vita è una storia, come tutte le storie è composta da vari capitoli ".

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" La sincronicità ci ricorda che la storia della nostra esistenza può essere un'opera d'arte ".

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" Quasi fossimo personaggi di un intreccio, incontriamo spesso la persona che dobbiamo incontrare ".

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" La vita continua, nonostante la nostra volontà ".

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" Quello che oggi sembra un peggioramento potrebbe assumere un'aria ben diversa quando la storia sarà giunta alla fine ".

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" ...anche le strade che conducono al nulla conducono da qualche parte ".

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" ...l'incontro del nostro io col caso trasforma simbolicamente ed emotivamente la storia della nostra vita ".



Piece

Autrice: Hinako Ashihara
Titolo originale: Piece - Kanojo no Kioku
Volume: 1 di 10

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Ammetto che ciò che mi aveva spinto a mettere Piece nella lista di manga da acquistare fosse il fatto che i protagonisti fossero degli universitari: avevo voglia di leggere una storia i cui personaggi avessero qualche anno in più rispetto al solito.
Ma Piece si è rivelato davvero bellissimo, e non per questo motivo.
Una ragazza diciannovenne, Haruka Origuchi, muore, e tutti i suoi compagni di liceo si recano al suo funerale, anche se pochi si ricordano di lei, e quasi nessuno le ha mai rivolto la parola.
Mizuho, la protagonista, viene salutata dalla madre della ragazza defunta come la migliore amica della figlia, ma Mizuho nega ogni legame affettivo con Haruka.
Qualcosa, però, a questo punto cambia in lei (complice anche il tradimento da parte del suo ragazzo, che la giudica fredda e distaccata): Mizuho sceglie di non continuare ad essere insensibile, distante, e per nulla fiduciosa verso gli altri.
Si reca a casa Origuchi, ed accetta di far di tutto per trovare il fidanzato di Haruka, della cui esistenza la madre è sicura, ma di cui non si sa nulla.
Si intrecciano, così, la storia di Haruka, introversa e canzonata, con quella di Mizuho, che si apre a poco a poco alla vita.
Interessanti gli altri personaggi, tutti ben tratteggiati, in primis Takashi Yanai, considerato inarrivabile e desiderato dalle ragazze, bravissimo a scuola, ma in realtà con il grave fardello delle aspettative di tutti sulle spalle, un senso di inadeguatezza e carenza sempre più grande, ed il dolore di aver perso una persona di cui, forse, si stava innamorando.
Co-protagonista di Mizuho è Hikaru Narumi, ragazzo pieno di vitalità e libero come l'aria, a volte troppo scortese nella sua schiettezza e nella sua analisi delle persone, amante delle belle ragazze.
Un manga di cui davvero si vorrebbe leggere subito il seguito, una storia delicata ed emozionante.

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Quarta di copertina: Mizuho è una studentessa universitaria molto riservata che tiene tutti a debita distanza. La morte di un'ex-compagna di liceo, Haruka, e la scoperta di un tradimento la spingono a riflettere sulla propria vita e sul rapporto con gli altri.
La madre della ragazza scomparsa, in particolare, la coinvolgerà nella ricerca dei tasselli del complesso puzzle che è il passato di Haruka.

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Giudizio personale: 5/5

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Approfondimenti - La cucina giapponese

Nel manga i personaggi mangiano alcune pietanze sconosciute alla cucina italiana. Ho deciso di fare una piccola ricerca...

ecco l'oden, un piatto invernale costituito da uova, polpette di pesce ed altri ingredienti, serviti in brodo caldo di tonno secco o alghe:



il takoyaki, invece, è una polpetta fritta o infornata, fatta di pastella, polpo spezzettato, zenzero marinato, cipolla verde ed altri ingredienti. Lo si può servire con maionese, salsa di alghe verdi o altro. Per prepararlo è necessaria una padella per takoyaki di ghisa con forme semisferiche.


Infine, ecco il curry con manzo (nel manga si parla di cotolette di maiale, ma non ho trovato l'immagine). Pare che in Giappone il curry sia una spezia molto amata, e la si trovi anche in barrette da sciogliere nell'acqua di cottura dei cibi.